Tartarughe marine: rinTRACCIAmole sulle coste del FVG

Al via una campagna di monitoraggio e citizen science per l’individuazione di possibili siti di nidificazione di Caretta Caretta sui litorali della regione.

tartaruga marina

Esemplare adulto di Caretta Caretta – Foto Willyam Bradberry/WWF

Venerdì 29 luglio alle 18.30 un incontro pubblico a Grado

Dopo le coste venete, presto anche quelle del Friuli Venezia Giulia potrebbero diventare siti di nidificazione della #tartaruga marina Caretta Caretta: il cambiamentoclimatico in atto e l’innalzarsi della temperatura del mare stanno infatti già da alcuni anni ampliando l’areale di nidificazione della Caretta, tanto che nel 2021 alcuni esemplari sono arrivati a deporre le uova sul delta del Po e su una spiaggia affollata di Jesolo. A poche decine di chilometri da Lignano.

tracce tartaruga

Tracce dell’emersione e della camera delle uova di una tartaruga Caretta Caretta – Foto TAO – Turtles of the Adriatic Organization

Per questo motivo, forti dell’esperienza trentennale del WWF Italia AMP Miramare nel censimento di specie marino-costiere e con il supporto dei colleghi di TAO Turtles of the Adriatic Organization e con il contributo di Generali Group, abbiamo avviato una campagna biennale di monitoraggio delle coste sabbiose della regione, finalizzata all’individuazione precoce dei possibili nidi di tartaruga marina: con agosto i nostri ricercatori saranno impegnati in una serie di uscite di primo mattino lungo il litorale costiero tra Sistiana e Lignano, in particolare presso i lidi della baia di Panzano, il cordone litoraneo della laguna di e Marano e la foce del Tagliamento.

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Piccoli di tartaruga appena usciti dal nido – Foto Roger Leguen/WWF

Si tratta di aree costiere potenzialmente idonee alla riproduzione della specie, sebbene l’intensa frequentazione antropica costituisca un rischio per la buona riuscita della deposizione e della schiusa. L’avvistamento tempestivo consentirebbe perciò di identificare eventuali nidi e mettere in sicurezza l’area circostante, preservandoli dalle minacce che potrebbero precluderne la schiusa: predazione da parte di fauna selvatica o randagia, distruzione dovuta ad eventi meteo-marini estremi e danneggiamento involontario.

Per questo motivo abbiamo bisogno anche dell’aiuto di ciascuno di voi, che siate turisti, bagnanti, pescatori, naturalisti o semplici osservatori!
Quando una tartaruga marina emerge dall’acqua per andare a deporre le uova, lascia sull’arenile le caratteristiche tracce che vedete nella prima immagine.
Se vi imbattete in questi segni, simili a quelli lasciati da un piccolo cingolato, o avvistate una tartaruga in emersione, vi chiediamo di inviarci prontamente foto e luogo dell’avvistamento in una di queste modalità:
Whatsapp o SMS al +39 351 7301405
info@ampmiramare.it
scaricando l’AvvistAPP di Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS (www.avvistapp.it) e inserendo i dati dell’avvistamento

Se volete saperne di più sulla campagna ma anche sulla presenza delle tartarughe nel Golfo di Trieste e sulle minacce che gravano – a livello locale e globale – sulla loro conservazione, vi aspettiamo Venerdì 29 luglio alle 18:30, ad un incontro pubblico con i nostri ricercatori e quelli di OGS presso la Biblioteca civica “Falco Marin” di #Grado, dove è esposta da alcune settimane anche la mostra “Il mare si fa in 7” realizzata per la seconda edizione del Festival MareDireFare.
Nell’occasione Saul Ciriaco dell’AMP Miramare, Emiliano Gordini di OGS e Simona Iannucci, dottoranda dell’Università degli studi di Trieste, presenteranno anche i principali risultati del Progetto Interreg Italia-Slovenia Tretamara. Il progetto promuove azioni di tutela delle naturali, rafforzando la gestione integrata degli ecosistemi per uno sviluppo sostenibile del territorio e mira a delineare linee guida condivise a livello transnazionale, per un piano di gestione integrata degli habitat marini ad elevato valore ecologico.
Per maggiori informazioni:
https://bit.ly/3bdJQ4U

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