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Festival del Cambiamento: appuntamento a Gorizia nel 2025

Il Festival del Cambiamento 2025 si svolgerà interamente a con un evento di alto livello nell'ambito di Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della Cultura 2025: lo ha annunciato in chiusura della due-giorni il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti. Nella seconda giornata del Festival si parlato della Geopolitica dell'algoritmo e sono stati affrontati vari temi come la sicurezza cibernetica, la privacy, l'informazione e l'evoluzione digitale della diplomazia. Protagoniste sono state le relazioni internazionali e l'Intelligenza artificiale (IA) con un'analisi complessiva sulla loro interazione.
La Camera di commercio Venezia Giulia assieme a The European House – Ambrosetti ha organizzato il Festival con il contributo del Comune di Trieste, della Fondazione CRTrieste, della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, di Alpe Adria Global Intermodal Logistics e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. L'evento è stato patrocinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, da Unioncamere, dal Comune di Gorizia, dall'Università degli Studi di Trieste e dalla Sissa.
“La crescente intersezione tra geopolitica e applicazione della tecnologia – ha detto Paoletti – degli algoritmi è solo la punta dell'iceberg che vede, a monte, la corsa alla supremazia tecnologica tra le principali potenze globali. Queste soluzioni, attraverso l'automazione e l'analisi dei dati, hanno il potere di guidare scelte che ogni giorno impattano sulle vite di milioni di persone. Nel complesso scenario della data economy, è quindi opportuno comprendere non solo quali sono i possibili rischi legati ad un potenziale abuso dell'Intelligenza Artificiale (come minacce di cybersecurity, violazione della privacy, disinformazione e influenza dell'opinione pubblica), ma anche approfondire le opportunità per utilizzare l'IA come strumento a tutela della sicurezza nazionale, della democrazia e per il rafforzamento della collaborazione tra Paesi”.

Festival del Cambiamento

Pio Parma, senior professional, Area Scenari e Intelligence, The European House-Ambrosetti, ha ricordato che “oggi ormai la geopolitica, le relazioni economiche e politiche tra Paesi, sono più spostate dalla dimensione fisica a quella digitale. Il flusso dei dati, il controllo, gli investimenti su nuove tecnologie digitali sono ormai fattori critici che possono influenzare i giochi di forza tra uno stato e l'altro. In particolar modo è interessante come le grandi potenze globali si stanno rafforzando proprio su questo tema, c'è una corsa oggi al cyber spazio, che è davvero critica nella misura in cui le nuove tecnologie possono essere usate come elemento distintivo di vantaggio o possibile rischio”.
Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, ha evidenziato che “è molto importante cercare di orientare le scelte e le singole forme di cambiamento rispetto alle altre, come le varie aree che stanno cambiando tantissimo nella tecnologia, nella geopolitica, non solo nell'economia, e si influenzano a vicenda, perché gli attori possano essere meglio in grado di orientare le proprie scelte, in modo più consapevole”.
Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha tracciato la situazione del momento ricordando che l'Africa è importante per un Paese industriale come l'Italia ed è ricca di materie prime, terre rare, litio che sono fondamentali per la competitività. È stato evidenziato che l'Italia deve avere un progetto di joint venture in grado di estrarre e trasformare queste naturali in loco per far lavorare personale africano perché è fondamentale lavorare nel continente. Dallo studio presentato oggi emerge uno scontro tecnologico tra i Paesi democratici e quelli autocratici e da parte del ministro è stato rilevato che l'Italia non può rimanere indietro e che la sicurezza cibernetica è fondamentale: i dati hanno un valore inestimabile sia dal punto di vista della sicurezza nazionale che dell'economia, va rinforzata la sicurezza cibernetica.

Festival del Cambiamento

Il sindaco di Gorizia, nel portare il suo saluto all'evento, ha inteso rilevare l'importanza del termine cambiamento, perché è una parola di straordinaria attualità che necessita di essere limitata o contenuta su alcuni fronti.

Per l'assessore regionale alle Finanze gli studenti e i , protagonisti veri del cambiamento, sono i principali artefici di un patrimonio culturale e scientifico non solo da apprendere, ma da mettere a frutto e da utilizzare con caparbietà e competenza per costruire il proprio futuro e quello dei nostri territori. Le opportunità date dall'intelligenza artificiale sono una sfida anche per le istituzioni per poter offrire servizi sempre più efficienti a vantaggio delle nostre comunità.

Roberto Di Lenarda, rettore dell'Università degli Studi di Trieste, ha detto che “il cambiamento è ormai nel dna della nostra società ed è intelligente governarlo, cavalcarlo e guidarlo. Siamo di fronte a un cambiamento tecnologico epocale, come ce ne sono stati altri, ma con velocità molto diversa. L'università deve essere anche per il suo ruolo formativo, al centro di questi fenomeni. Dobbiamo essere in grado di essere preparati a una sfida che non è più locale ma globale. È un obbligo fondamentale per la società civile e per l'università essere sul pezzo, fare ricerca e contribuire a costruire una competenza diffusa che è lo strumento attraverso il quale il nostro Paese può continuare a crescere”.

Giampiero Massolo, presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, ha detto che “il sovrapporsi delle crisi richiede di dotarsi di strumenti per gestire il cambiamento. Credo sia molto importante, e questo lo acquisiscono soprattutto i giovani, dotare i ragazzi di skill tecnologici che sono ormai assolutamente inevitabili e che devono essere compresi nel loro funzionamento. Reputo che questa sia la strada giusta”.

Federico Ferrazza, direttore di Wired Italia, parlando di intelligenza artificiale, ha riferito che “è una tecnologia che si differenzia da altre presentate negli ultimi anni come rivoluzionarie. È veramente rivoluzionaria e toccherà tutti gli ambiti. Perché accorcia i tempi con cui noi facciamo delle operazioni, e quindi riducendo di molto i tempi ha un impatto molto forte sulla vita delle aziende che riescono a ottimizzare alcuni processi, anche sul del lavoro perché se posso fare determinati compiti più velocemente avrò più tempo libero o più tempo per dedicarmi ad altre attività. In generale tutte le tecnologie che ti consentono di fare tutto in meno tempo, sono rivoluzionarie”.

Per Bartoletti “l'Intelligenza artificiale offre opportunità incredibili a patto che siamo in grado, come aziende e come società, di amministrarla nel migliore dei modi. Si tratta quindi di farne un uso responsabile. E dobbiamo anche pensare a una governance a livello globale, per aiutarci con rischi e benefici dell'IA”. Sanguinetti ha sottolineato il fatto che “il dato è il re dell'intelligenza artificiale, non capiamo bene come funzionano questi algoritmi, ma i dati la forza all'IA. Chi possiede il dato, al momento, sono pochi attori globali ed è una cosa su cui dobbiamo riflettere, perché ha grandi implicazioni sulla vita e sulla politica”. Bortolussi ha riferito che “la leadership nello sviluppo di queste tecnologie è in mano alle big tech, ed è importante che ritorni a una leadership più condivisa anche sul pubblico, l'Europa ha la possibilità di arrivarci, ma deve farlo pensando su larga scala a costruire infrastrutture computazionali, di gestione dei dati e scientifiche”.

A chiusura dell'evento l'interessante contributo dello storico ed economista Giulio Sapelli, intervistato da Piercarlo Fiumanò, giornalista del “Piccolo”, che ha così chiosato: “La prospettiva delle relazioni internazionali ed economiche, nel contesto e alla fine del conflitto di aggressione della Russia all'Ucraina, è che Trieste avrà riclassificato il proprio ruolo, perché dalla guerra usciranno rafforzati enormemente gli Stati Baltici. Quindi, in questo contesto, Trieste non avrà più solo quel ruolo di ponte verso i Balcani, ma diventerà un interprete, se saprà svilupparlo sia dal mare che dalla terra, e da un certo qual punto di vista la centralità di Trieste tornerà ad essere quella di prima”.


Oggi anche lo scenario delle relazioni e delle dinamiche geopolitiche globali si è progressivamente aperto alla sfera digitale: per definire il potere politico e le relazioni tra Stati non rilevano più solo fattori “fisici” come la posizione geografica, la dotazione di risorse naturali e finanziarie, o la situazione demografica, ma acquisiscono un valore differenziante la connettività, i flussi e la gestione di informazioni e le tecnologie digitali avanzate – e il controllo di questi elementi. Gli algoritmi e l'Intelligenza Artificiale si affermano così come strumenti strategici che, processando enormi quantità di dati, possono incidere sulle decisioni economiche, sociali e politiche, spaziando dalla sicurezza nazionale alla gestione delle infrastrutture critiche, fino alla possibilità di influenzare l'opinione pubblica e, in campo militare, guidare guerre nel cyber-spazio.
Gli ultimi 15 anni hanno assistito ad una accelerazione negli studi sull'Intelligenza Artificiale: dai rapidi progressi tra il 2010 e 2016 nel riconoscimento delle immagini e nel deep learning, fino al 2022 sono stati introdotti modelli di reti neurali ancora più avanzati, che hanno impostato nuovi standard nell'elaborazione del linguaggio naturale. È con la maturazione dell'Intelligenza Artificiale Generativa, che si è registrato un salto di scala in queste tecnologie: oggi sono accessibili a un vasto pubblico ma sollevano anche un dibattito globale sul loro impatto sulla società e sulle relazioni internazionali.

Figura 1. Investimenti aziendali globali in Intelligenza Artificiale per attività di investimento (investimenti in milioni di Dollari), 2013-2023. Fonte: elaborazione The European House - Ambrosetti su dati Quid e Stanford University, 2024.

Figura 1. Investimenti aziendali globali in Intelligenza Artificiale per attività di investimento (investimenti in milioni di Dollari), 2013-2023. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati Quid e Stanford University, 2024.

Questa rivoluzione digitale sta investendo molteplici settori: solo negli USA gli investimenti pubblici per la ricerca sull'IA sono più che triplicati dal 2018 ad oggi. L'industria della Difesa – da sempre pionieristica sul fronte dell'innovazione – sta vivendo una trasformazione profonda segnata dall'importanza della cybersecurity e dell'IA come componenti chiave delle strategie di sicurezza moderna, con un incremento sostanziale degli investimenti in tecnologie digitali, che non solo aumentano la capacità di difesa tradizionale, ma anche migliorano la risposta alle nuove minacce informatiche e tecnologiche. Inoltre, sono sempre più gli ambiti di applicazione duale (spillover dal settore militare a quello civile) abilitati dalle tecnologie del futuro, in uno reciproco tra settore militare e civile.

Figura 2. Ambiti di applicazione duale delle tecnologie del futuro. (*) MRO: Maintenance, Repair and Overhaul; (**) DSSC: Dye-Sensitized Solar Cell. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti, 2024.

Figura 2. Ambiti di applicazione duale delle tecnologie del futuro. (*) MRO: Maintenance, Repair and Overhaul; (**) DSSC: Dye-Sensitized Solar Cell. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti, 2024.

Figura 3. Primi 10 Paesi per numero di domande di brevetti (migliaia; grafico di sinistra), 2022; ripartizione del numero di brevetti riconosciuti sull'IA per area geografica: confronto tra 2010 e 2022 (valori %; grafico di destra). (*) EPO: European Patent Office. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati WIPO, Center for Security and Emerging Technology e Stanford University, 2024.

Figura 3. Primi 10 Paesi per numero di domande di brevetti (migliaia; grafico di sinistra), 2022; ripartizione del numero di brevetti riconosciuti sull'IA per area geografica: confronto tra 2010 e 2022 (valori %; grafico di destra). (*) EPO: European Patent Office. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati WIPO, Center for Security and Emerging Technology e Stanford University, 2024.

La nuova frontiera tecnologica è l'Intelligenza Artificiale Generativa, che ha il potenziale di trasformare profondamente numerosi settori della società, sollevando sfide etiche e sociali rilevanti, anche sul fronte geopolitico. Lo Studio “La geopolitica dell'algoritmo” ha identificato 4 principali ambiti in cui l'uso degli strumenti di IA può rappresentare una opportunità o una minaccia: cybersecurity; tutela dei dati e privacy; influenza dell'informazione e dell'opinione pubblica; diplomazia digitale.

Figura 4. I principali macro-ambiti di applicazione dell'Intelligenza Artificiale nello scenario della geopolitica. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti, 2024.

Figura 4. I principali macro-ambiti di applicazione dell'Intelligenza Artificiale nello scenario della geopolitica. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti, 2024.

La cybersecurity, sempre più integrata con l'IA, è fondamentale nel proteggere le infrastrutture critiche e migliorare l'efficienza della sicurezza informatica da attacchi cyber, più che triplicati dal 2014 ad oggi.
A livello geopolitico, i dati conferiscono potere. Governi che possiedono o controllano grandi quantità di dati possono influenzare la politica interna e internazionale. La gestione dei dati e la raccolta di informazioni da un lato presenta grandi opportunità, ma dall'altro solleva interrogativi su sicurezza e uso appropriato di queste informazioni, con potenziali rischi di violazioni della privacy e del consenso.

Figura 5. Andamento dei cyber attacchi gravi di dominio pubblico su scala globale (numero indice, anno 2014 = base 100; valori assoluti e variazione % annua), 2014-2023. Nota: tratta di cyber attacchi noti, andati a buon fine e di particolare gravità, che hanno avuto impatti significativi in termini economici, tecnologici, legali, reputazionali sulle organizzazioni vittima degli stessi. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati Clusit, 2024.

Figura 5. Andamento dei cyber attacchi gravi di dominio pubblico su scala globale (numero indice, anno 2014 = base 100; valori assoluti e variazione % annua), 2014-2023. Nota: tratta di cyber attacchi noti, andati a buon fine e di particolare gravità, che hanno avuto impatti significativi in termini economici, tecnologici, legali, reputazionali sulle organizzazioni vittima degli stessi. Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti su dati Clusit, 2024.

La capacità degli algoritmi di personalizzare i contenuti che riceviamo ogni giorno è diventata uno strumento potente, migliorando l'esperienza-utente e favorendo la sensibilizzazione e la mobilitazione dell'opinione pubblica su temi importanti. Tuttavia, l'IA può essere anche usata per diffondere disinformazione su larga scala, mirando a specifici gruppi demografici attraverso il targeting con messaggi distorti o falsi, ma estremamente persuasivi (si pensi alle fake news e ai c.d. deepfake).
La diplomazia digitale, basata sull'impiego delle nuove tecnologie digitali, ha a disposizione strumenti che permettono a Stati e organizzazioni internazionali di comprendere e reagire alle dinamiche globali con un livello di velocità, dettaglio e previsione senza precedenti, a Big Data Analytics e analisi predittive, sentiment analysis, strumenti per sicurezza e difesa, analisi per l'elaborazione di strategie geopolitiche e comunicazione transculturale.
Lo Studio suggerisce che per garantire una gestione sostenibile dell'Intelligenza Artificiale nelle relazioni internazionali, avendo sempre al centro del processo decisionale l'individuo, occorre seguire determinati principi: 1) Trasparenza, attraverso una chiara divulgazione delle metodologie, dei criteri e dei dati utilizzati dagli algoritmi, permettendo una comprensione e una verifica indipendente delle decisioni prese dai Governi. 2) Garanzia di responsabilità, sicurezza e affidabilità delle decisioni favorite dall'IA (in caso di bias o errori, i Governi devono rispondere delle proprie azioni anche quando intraprese sulla base delle raccomandazioni dell'IA). 3) Equità e inclusività per un utilizzo responsabile dell'IA, per evitare fenomeni discriminatori nel funzionamento degli algoritmi.

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