Nessuno può reputarsi innocente

SECONDO INCONTRO CON ANDREA MAGGI ALLA STORICA SOCIETÀ OPERAIA DI PORDENONE: NELLE “PAROLE PER UN NUOVO UMANESIMO”, IL RICORDO DI J.F. KENNEDY E L’IMPEGNO CIVILE PER I DIRITTI UMANI

venerdì 2 dicembre alle 20.45 presso la sede della SOMSI in Palazzo Gregoris il professore e scrittore, in questi giorni su Rai2 per “Il Collegio”, affronta un argomento che resta di scottante attualità, ripercorrendo la lotta per i diritti civili negli USA degli anni Sessanta, fino agli scontri di oggi che agitano le società multietniche contemporanee

un appello al senso di responsabilità comune per la difesa dei diritti e della libertà, perché, come affermava anche Primo Levi, tutti siamo responsabili delle derive dell’umanità, perciò nessuno può reputarsi innocente


FOTO: Andrea Maggi (credits: John Cruel)

FOTO: Andrea Maggi (credits: John Cruel)

Secondo appuntamento alla Storica Società Operaia con Andrea Maggi, docente e scrittore pordenonese, in queste settimane nuovamente in tv nel ruolo di professore del docu-reality “Il Collegio”, tutti i martedì dalle 21.20 circa su Rai2. Per la SOMSI la sua collaborazione prosegue nel solco del progetto “Parole per un nuovo Umanesimo”, che venerdì 2 dicembre alle 20.45 (ingresso libero) presenterà, presso la sede del sodalizio in Palazzo Gregoris, un nuovo appuntamento tra letteratura e riflessione civile, con immagini e musica, questa volta dedicato a “J.F. Kennedy e i diritti umani”.

Come già avvenuto nel precedente applaudito evento incentrato qualche settimana fa sul messaggio di “San Francesco e il Cantico di Frate Sole”, nel quale la prolusione di Maggi ha toccato non solo temi di poesia e spiritualità, ma anche di ecologia, sensibilità ambientale e umana compassione per il creato, anche il lavoro di ricerca sulla figura del 35.mo Presidente del Stati Uniti ucciso a Dallas nel 1963 metterà insieme i temi della lotta per i diritti civili, condivisa anche con il fratello Robert e con figure come quella di Martin Luther King, con una più ampia riflessione storica e sociale. Il conflitto razziale tra le comunità WASP (White Anglo-Saxon Protestant) ovvero i bianchi anglo-sassoni protestanti – cui neanche Kennedy a rigore apparteneva, essendo di famiglia irlandese e cattolica – e quelle afroamericane affonda le proprie radici molto indietro nel tempo, dalla Guerra d’Indipendenza americana che affrancò le colonie del Nuovo Mondo dalla Gran Bretagna, alla tratta degli schiavi (che tra il XVI e il XIX secolo deportò dall’Africa nelle Americhe 12 milioni di schiavi neri, di cui 645 mila nel territorio statunitense), alle vicende della Guerra di Secessione che vide contrapposti gli Stati del Nord e del Sud in un sanguinoso scontro proprio su questo terreno, fino alla nascita del Ku Klux Klan e alla successiva storia del Novecento. Ma non dimentica anche l’oggi, segnato dalle proteste contro i casi di violenza della polizia USA sugli afroamericani (eclatante, ma non l’unica, la vicenda di George Floyd, nel 2020), con il movimento Black Lives Matter da una parte, e i nuovi suprematisti bianchi dall’altra. Una storia che deve più che mai indurci, secondo Maggi, a non abbassare mai la guardia, perché se è ben vero che il coraggio delle scelte di figure come quelle di Kennedy e del reverendo King, di cui ampiamente si parlerà nell’incontro, hanno incoraggiato quel “sogno” che ha posto fine negli Stati Uniti alla segregazione razziale sancita per legge, non bisogna mai dare la liberta i diritti per scontati, ma anzi essi vanno continuamente ribaditi e difesi, come assoluto valore e “bene comune”. Infatti, come ricordava anche Primo Levi nei suoi scritti, tutti siamo responsabili delle derive dell’umanità. Quindi nessuno può davvero reputarsi innocente, perché il nostro passato insegna a cosa porta l’indifferenza.

L’evento, realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone e con il sostegno di ITAS Assicurazioni, vedrà anche il contrappunto musicale dal vivo con i docenti di Polinote Francesca Ziroldo, voce, e Nicola Milan, pianoforte, su brani del passato e del presente legati al tema (tra le altre, anche canzoni di Bruce Springsteen, Bob Marley, Pink Floyd, Green Day), e una proiezione di immagini curata da Davide Pettarini di CLAPS.


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