Trasformazione digitale e digital economy: cosa possono fare per la cultura?

Dal 5 al 6 agosto si è tenuto a Trieste il G20 dei ministri responsabili dell’innovazione tecnologica dei vari paesi, per fare il punto sulla transizione nel mondo, analizzare le differenze esistenti tra i vari paesi e concordare le best practice affinché, la digitalizzazione possa contribuire a creare una società più sostenibile ed equa, in cui tutti possano avere le stesse possibilità di crescita.

Ponterosso

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Tra i temi trattati, in particolare, hanno trovato ampio spazio i problemi che contribuiscono al rallentamento di questa trasformazione, quali carenze nelle infrastrutture, che producono gap di connessione, e limiti significativi nella formazione. Quali sono, invece, i vantaggi che la digitalizzazione può apportare all’economia e alla ?

VANTAGGI DELLA DIGITALIZZAZIONE

Quando si parla di digitalizzazione, non si intende semplicemente il trasformare documenti fisici in dati, anche se, ad esempio, avere la possibilità di leggere libri in formato digitale ha i suoi aspetti positivi. Se è vero che da anni i governi di tutto il mondo spingono affinché aziende e pubbliche amministrazioni si adeguino a questo epocale cambiamento, ciò è soprattutto dovuto agli evidenti vantaggi in termini di efficienza e semplificazione che il digitale porta con sé. Nel settore amministrativo, ad esempio, l’archiviazione dei dati in infrastrutture in cloud (ovvero spazi di archiviazione virtuali forniti da un provider esterno) permette di archiviare enormi moli di dati rendendoli sempre accessibili, da qualsiasi posizione e da chiunque dotato dei necessari permessi, azzerando le distanze spazio-temporali e garantendo la sicurezza di dati sensibili (di cui, ovviamente, è il provider a farsi garante). Tali dati, inoltre, possono essere richiamati e organizzati per fini di ricerca e statistici, il che costituisce un vantaggio enorme in termini di tempi e costi rispetto alle

BANDA ULTRA-LARGA PRIMA DI TUTTO

Alla base della transizione digitale c’è naturalmente l’adozione della , ovvero dell’internet veloce, che permette a dati di grandi dimensioni di essere elaborati velocemente. E qui si presenta il primo fattore del rallentamento della digitalizzazione e dei gap esistenti non solo tra i paesi, ma anche tra le aziende di vari dimensioni. Le grandi aziende, infatti, hanno da tempo investito nel digitale e nella banda larga, diventando pionieri di questa trasformazione economica. Basti pensare a giganti dell’e-commerce come Amazon, capaci di gestire in pochi secondi milioni di ordini, magazzini enormi in molteplici località in tutto il mondo e una mole di dati che fatichiamo a immaginare.
I vantaggi, però, non sono solo per le aziende. Nel caso dell’e-commerce, ad esempio, gli utenti possono ricevere le merci ordinate nel giro di una manciata di ore. Nel settore dell’intrattenimento, lo streaming ha rivoluzionato il modo in cui guardiamo la TV, grazie alla TV on-demand come quella offerta da Raiplay, che permette all’utente di accedere ai suoi programmi preferiti in qualsiasi momento, e quello in cui ci divertiamo, sia che si tratti di provare il brivido delle slot machine online come quelle disponibili su Betway sia di partecipare virtualmente a eventi di gaming con utenti di tutto il mondo.

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IL PUNTO DELLA TRANSIZIONE DIGITALE IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Ciò che emerge dal G20 di Trieste è che non tutte le aziende sono già digitalizzate come i colossi dell’e-commerce o dell’intrattenimento e che la disparità è presente anche tra le aree geografiche. Dagli ultimi dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo Economico, si evince che la diffusione della fibra in FVG è quanto mai disomogenea: dei 76 comuni che hanno completato i cantieri per l’istallazione della fibra, la maggior parte appartiene alla provincia di Udine, mentre in quella di Pordenone i lavori sono terminati in soli 3 comuni e in quella di Trieste tutti i cantieri sono ancora in fase di progettazione.

E LA CULTURA?

La digitalizzazione favorisce sicuramente l’istruzione. Ciò non vuol dire sostituire le lezioni in presenza con quelle online, ma costituire piattaforme e database in cui è possibile trovare autonomamente informazioni e materiali per la propria crescita personale. Ancora maggiori, poi, si profilano i vantaggi dei cloud per la ricerca e per incentivare la collaborazione tra le varie comunità scientifiche e accademiche.

Altri vantaggi riguardano infine la promozione della cultura italiana sia nel nostro paese che all’estero. Verso questa direzione si è mosso a inizio 2021 il Ministro della Cultura con la creazione di ITsArt, una piattaforma di contenuti di qualità che spaziano dai documentari, ai concerti, alle visite virtuali nei musei ai film, in formato multilingue, acquistabili on-demand pagando per i singoli eventi. Finanziata in parte da Cassa Depositi e Prestiti e in parte da Chili, la piattaforma si presenta come innovativa non tanto in termini di forma (da questo punto di vista non ci sono grosse differenze con le piattaforme di intrattenimento in streaming conosciute), ma nella sostanza, ovvero la qualità dei contenuti proposti, che spesso non trovano spazio nei canali tradizionali.
È chiaro che il passaggio al digitale, con le sue esigenze infrastrutturali e di formazione digitale dei lavoratori, rappresenti uno sforzo enorme in termini economici e che se si vogliono raggiungere gli obiettivi di modernità e avanguardia discussi al G20 di Trieste, sono necessari investimenti più che ingenti.


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