Caso Regeni, la Procura di Roma ha disposto la sospensione del procedimento

La Procura di Roma ha impugnato in Cassazione la decisione del tribunale dell’11 aprile scorso che, prendendo atto dell’ impossibilità di effettuare le personalmente agli imputati, ha disposto la sospensione del procedimento con ulteriori ricerche affidate ai carabinieri del Ros. Come riporta Leopost, la disposizione processuale in materia di penali legittima il giudice a svolgere il processo, anche in assenza dell’imputato, solo quando emergono indici di conoscenza del procedimento che siano accompagnati da un atteggiamento colposo dell’imputato rispetto alla mancata conoscenza della pendenza del processo.

Secondo la Procura capitolina, infatti, la decisione del giudice dell’udienza preliminare è in contrasto coi principi espressi dalla Cassazione dove afferma che si può proseguire il anche se la parte ignori la data dell’udienza e il capo di imputazione, purché ci si trovi in presenza sostanziale di imputati finti inconsapevoli.

Del resto la risonanza mediatica è stata, ed è, tale che gli imputati, tutti appartenenti agli apparati di sicurezza del Cairo, le cui autorità proteggono rifiutando di fornire le loro generalità, non possono negare di sapere.

Se questo non bastasse a uscire dall’impasse si renderebbe necessario un intervento normativo del che possa prevedere, in casi come questo, la notifica allo Stato straniero quale presupposto di conoscenza quantomeno formale del e, proprio per questo, idoneo a farlo avviare.

Giulio Regeni

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