Trieste si risveglia dopo una giornata di proteste, nel modo peggiore possibile. C’è un tentativo in atto di delegittimare la manifestazione di ieri contro le chiusure degli esercizi, con dei metodi di disinformazione che seguono alla lettera lo stile “Goebbels”. Sono bastati un paio di fumogeni per gettare discredito alle giuste rimostranze degli esercenti e dei lavoratori. Tutti nello stesso calderone, ultras, facinorosi, sovversivi, indipendentisti, estremisti e perché no anche un po’ camorristi, e così la confusione totale è generata. La gente per bene, che è sempre la stragrande maggioranza, viene confinata nella riserva, con le spalle al muro. Noi non ci stiamo, non possiamo accettare che tutto questo venga dato in pasto come un atto di guerriglia. Le attività commerciali, sopravvissute con enorme fatica al primo lockdown, si trovano ora ulteriormente piegate, private del diritto di protestare e di manifestare per la propria sopravvivenza. Piena solidarietà, quindi, a tutti coloro che lottano con fatica non tanto contro il virus quanto contro le secchiate d’infamia che fanno parte di un disegno spregevole di accumunare tutti, buoni e cattivi, vittime e carnefici. Goebbels non vincerà.
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