Relitto di imbarcazione romana al largo di Grado, scatta la tutela

relitto nave romana Grado

Sono partite da un paio di giorni le operazioni di ricerca, tutela e valorizzazione del relitto di imbarcazione romana al largo di Grado, noto come “Grado 2”. Si tratta di uno dei tre interventi-pilota del progetto “UnderwaterMuse”, approvato e finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione transfrontaliera – Interreg Italia-Croazia 2014 – 2020, di cui è capofila l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia – Erpac Fvg, in partnership con l’Università di Venezia Ca’ Foscari, la Regione Puglia, l’agenzia Rera – Spalato e il Comune di Kaštela.

Il progetto ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione del patrimonio archeologico subacqueo di alcune aree dell’Adriatico, attraverso la progettazione di parchi/sentieri archeologici sommersi e la creazione di soluzioni digitali innovative per la sua fruizione, come la realtà virtuale e aumentata. Già da tempo sono in corso azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento degli attori locali, nonché di formazione di guide subacquee, anche per l’accessibilità ampliata. È stato inoltre creato un portale web pubblico, georeferenziato, a disposizione delle comunità e dei turisti, per l’esplorazione virtuale dei siti archeologici sommersi attraverso informazioni vocali, testuali, immagini e animazioni (www.italy-croatia.eu/web/underwatermuse)

Il relitto Grado 2 si trova a una profondità di 19 metri, coperto da pochi centimetri di fondale sabbioso. Fu scoperto il 17 marzo 2000 e nello stesso anno venne condotto dalla Soprintendenza un primo intervento di indagine, con un’équipe dell’Università di Catania. Le anfore del carico appartengono, stando ai pochi esemplari integri e frammentari recuperati, a una famiglia di contenitori adibiti al trasporto di vino e noti come “anfore greco-italiche antiche”, prodotte tra IV e III secolo a.C. in Toscana meridionale, Lazio, Italia meridionale, Sicilia e sul versante adriatico della penisola. La cronologia dei contenitori, seconda metà del III secolo a.C., è estremamente interessante: si tratterebbe del carico di anfore più antico dell’Adriatico centrosettentrionale, per di più antecedente la fondazione della colonia di Aquileia (181 a.C.)

ad un apposito accordo di ERPAC ha dapprima formalizzato i rapporti con i competenti uffici regionali del Ministero della Cultura, Segretariato Regionale e Soprintendenza. Poi, con l’ausilio della Agenzia regionale Informest, ha potuto progettare e avviare la complessa organizzazione di un cantiere subacqueo che presenta diverse peculiarità, grazie alla proficua collaborazione tra i vari enti coinvolti: la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, che ha la direzione dei lavori; la Capitaneria di Porto, Ufficio Circondariale Marittimo di Grado e Compamare Monfalcone, che ha seguito gli aspetti normativi; le Università di Venezia Ca’ Foscari (partner di progetto), di Udine e del Salento, che garantiscono la consulenza scientifica, la Direzione Regionale Musei, che mette a disposizione i locali dell’istituendo Museo di Grado per le attività di elaborazione dati e di laboratorio; il Comune di Grado. È stato infatti necessario conciliare le esigenze legate alle attività subacquee prettamente tecniche, come la movimentazione e l’ampliamento delle griglie di protezione, con quelle scientifiche, che comprendono la pulizia del giacimento, per stabilirne l’estensione e la consistenza, e la sua documentazione completa anche attraverso il rilievo fotogrammetrico per la realizzazione di un modello 3D.

I si avvalgono del supporto tecnico-logistico di una “ATI” composta dalle ditte Archeotest, Essetre e Marine Innovation Tech.

È possibile seguire tutte le notizie, le informazioni e gli aggiornamenti attraverso le pagine ufficiali del Progetto UnderwaterMuse: www.italy-croatia.eu/web/underwatermuse – www.facebook.com/Project-UnderwaterMuse-106106884192806/

(fonte: friulsera.it)


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