Situazione grave in Friuli, Sindacato infermieri chiede dimissioni Direttore Azienda sanitaria

infermiera in corsia

Stavolta non è l’opposizione alla maggioranza guidata da Massimiliano Fedriga e dal suo assessore alla salute Riccardo Riccardi, ma l’intero sistema sanitario nelle sue varie articolazioni a suonare il campanello d’allarme.

Dopo le ambulanze in coda all’ingresso del Pronto soccorso e la lettera choc dei medici del nosocomio udinese che denunciavano di non poter svolgere la propria attività professionale, è di ieri la denuncia del , il Sindacato delle Professioni Infermieristiche, che senza tanti giri di parole chiede le del Direttore generale dell’Azienda sanitaria del centrale inoltrando contestualmente un esposto alla Procura dove si parla di “mala gestione e incompetenza nell’affrontare l’emergenza, di infermieri mandati allo sbaraglio e sottoposti a turni massacranti, di spaventosa carenza di personale, di impreparazione, ritardi e improvvisazione della macchina organizzativa” che “provocherebbero rischi alla salute di pazienti e personale” con il segretario Afrim Caslli si dice pronto a consegnare alla procura centinaia di messaggi, mail sms e whatsapp di colleghi sotto pressione, sballottati da un ospedale all’altro impossibilitati a svolgere il proprio lavoro in sicurezza. Il problema principale lamentato è generale e non riguarda solo l’azienda sanitaria friulana, la carenza di infermieri.

Ovviamente la risposta del Direttore generale come riporta il Tgr Rai è quella di respingere gli attacchi al mittente, perché spiega, “si tratta di una carenza che ho ereditato e alla quale ho cercato di porre rimedio assumendo 88 persone, anche ragazzi freschissimi di laurea”. Braganti però non limita la sua difesa all’impossibilità di sanare una situazione di partenza negativa scaricando, evidentemente sui suoi predecessori, le responsabilità, ma attacca: “Ma quando, negli anni passati, mancava il personale – chiede il Direttore generale – dov’erano la Cgil e il Nursind che ora protestano?”. La lista delle accuse non si limita però alla carenza di personale – rispetto alla quale il Nursind fa notare che a marzo, quando si poteva assumere, in graduatoria c’erano 200 nomi. Il sindacato sostiene di avere chiesto alla fine della prima ondata di formare almeno 200 persone per fronteggiare una nuova emergenza covid. “Se facevo i corsi di formazione – replica Braganti – non avrei potuto mandare oss e infermieri in ferie”.

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