Il sistema educativo triestino è andato in crash – Analisi di Podemo

Trieste School System XP

“La situazione del sistema educativo italiano è in generale disastrosa, e nella situazione attuale lo possono vedere davvero tutti; decenni di tagli strutturali, politiche assurde e non preparati o adatti al compito hanno creato condizioni di inefficienza semplicemente inaccettabili.

Il sistema educativo triestino in questi giorni è – non metaforicamente – andato in .

In questo sfacelo, l’ufficio scolastico provinciale di Trieste – una “provincia” abolita per noi cittadini, ma non per chi il potere lo detiene, a quanto pare! – è riuscito a fare persino di peggio: ultimo a pubblicare le graduatorie dei supplenti, ha avuto il sito internet strategicamente in riparazione per giorni, e ha delegato alle scuole la nomina degli stessi supplenti, lasciando di fatto centinaia di studenti senza maestri o professori a pochi giorni dall’inizio delle lezioni.
Tutto questo aumenta una percezione generalizzata del maestro come persona impreparata,interessato solo a incassare lo stipendio senza dare nulla ai suoi alunni se non un pessimo ricordo, il tutto screditando il lavoro dei tanti che credono che l’ sia una missione in grado di migliorare la società. Ma queste scelte partono dall’alto.

La responsabilità di tutto questo è ben rappresentata da un nome e un cognome: Daniela Beltrame, laureata in legge e burocrate di lungo corso, oggi Dirigente generale dell’Ufficio Scolastico FVG.
Questa persona non è una pedagoga o un’ex insegnante, bensì una laureata in legge che ha vinto una sfilza di concorsi, fin dal primo nel lontano 1993, senza esperienza alcuna.
I convegni organizzati dalla chiara impronta nazionalista sembrano essere, secondo il suo curriculum pubblico, un fiore all’occhiello. Windows XP, un sistema operativo abbandonato 12 anni fa, l’apice delle sue conoscenze tecnologiche.

In sostanza, possiamo dire che il “crash” dell’educazione triestina ha trovato riscontro nelle competenze di chi lo governa.
Fuor di metafora, di certo viene da pensare, visti i risultati, che avere buoni docenti o una snella ed efficiente non sia per la “Dirigente Generale” una priorità: non è per caso, infatti, che le scuole triestine si trovano in una situazione di disastro ampiamente annunciato.

Dare un lavoro (anche temporaneo) a maestri locali preparati e volenterosi permetterebbe di restare sul territorio ai tanti giovani che, una volta terminata l’università, hanno come unica possibilità concreta quella di emigrare. Questo avrebbe vari vantaggi: mantenere i “cervelli” sul territorio, avere degli studenti meglio preparati ed educati, e un aumento generale del civismo. Ma tutto questo, evidentemente, non interessa a chi amministra la città; viene preferito il caos, mentre l’impreparazione e l’improvvisazione sono imposti come lo standard di fatto.

È logico quindi domandarsi: quale posizione hanno tutti gli amministratori triestini, davanti a una tale educativa, lavorativa e sociale?

Silenzio assoluto.
Che, oggi come non mai, vale più di mille parole”


Abbiamo trasmesso il Comunicato del movimento “

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