Michelangelo Agrusti: “Presto la fine dell’incubo”

Michelangelo Agrusti

Il settore industriale triestino ha superato i difficili mesi di blocco e si rimetterà in sesto, insieme ad altre industrie. Si sono ripresi in quasi tutte le aree e il rimane una spina nel fianco mentre le persone si spostano poco a causa della pandemia di coronavirus. Tanti sono stati i nuovi investimenti nel a Trieste, e c’è da sperare che la crisi sia presto alle spalle. In primavera, tutto dovrebbe essere solo un “brutto ricordo”.

Lo ha detto il presidente di Confindustria Alto Adriatico , che ha snocciolato bilancio di quanto stava accadendo in città dopo che diverse aziende hanno dovuto fermarsi per lungo tempo per decreto del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. il contenimento della diffusione del nuovo coronavirus ha determinato la chiusura degli stabilimenti cosiddetti “non strategici” in ambito industriale e nel settore manifatturiero.

Agrusti ha spiegato che Trieste ha più volti, in quanto si affida all’, al e al turismo. Non ci sono stati problemi nel settore e non sono state registrate perdite e il numero di posti di lavoro è rimasto invariato. Nel settore industriale il rilancio è già iniziato. Durante questo periodo, la cantieristica navale ha funzionato bene e, fortunatamente, le navi da crociera hanno ripreso a circolare e anche il gruppo Wärtsilä è sopravvissuto alla crisi della nuova pandemia di coronavirus. A livello globale, neanche il settore alimentare ha avuto grossi problemi. Insomma, tutto il motore è tornato in carreggiata, e il vero dramma resta ancora il calo del turismo, che rappresenta un vero e proprio “attacco di cuore” per gli albergatori triestini. Agrusti è sicuramente molto ottimista e alla fine ha detto che in primavera tutto questo rimarrà nella memoria della gente solo come un “brutto sogno” o un .

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