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Il caso del nonno paletta aggredito, cosa ne pensa la gente?

pugno

Come nel film “Arancia Meccanica”. È stato pestato da due amici minorenni solo per averli invitati a indossare la mascherina. È quanto successo a Paolo Valenti, 74enne vigile urbano di Trieste, per questo soprannominato “Nonno paletta”, che è stato spintonato e colpito con un pugno dai due giovani, di 15 e 16 anni, ai quali aveva detto di coprire il volto con la mascherina mentre erano a bordo di un bus. Ma l’attacco si sarebbe verificato, secondo una prima ricostruzione, una volta che i tre sono scesi dal mezzo. Al termine del suo servizio volontario di vigilanza davanti alla scuola elementare di via Zandonai, infatti, l’anziano è stato aggredito dai due ragazzi, che subito dopo sono riusciti a fuggire. Tuttavia, gli aggressori sono stati identificati poco dopo attraverso le immagini delle telecamere del bus e la testimonianza dei presenti. Fermati, dovranno ora rispondere in concorso del reato di lesioni personali aggravate.

Gli umori della gente, intervistata in strada, convergono quasi tutti nella stessa direzione: i ragazzi devono pagare duramente per le loro malefatte. Alcuni però sostengono che redarguire uno sconosciuto sia pericoloso a prescindere, visti i tempi. “Nessuno sa – parla un intervistato – come potrebbe comportarsi una persona che si sente rimproverata, nemmeno io so come potrei reagire qualora fossi bersaglio di alcune raccomandazioni”

In effetti, con l’avanzare dell’emergenza pandemica, le teste calde aumentano ed escono facilmente allo scoperto. Basta una scintilla per far scatenare la rabbia e la frustrazione di molte persone, da giovani a meno giovani.

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