Esperimenti sulla corteccia visiva dei macachi, la protesta di Trieste Animal Day

macaco in gabbia

La ferma condanna dell’ sulla ai danni dei

Nel condannare moralmente e fermamente la decisione del Consiglio di Stato che dà via libera agli esperimenti del progetto LightUp sulla corteccia visiva dei macachi, che presuppongono di rendere ciechi alcuni , quindi si parla a tutti gli effetti di sperimentazione animale (inutile e dannosa, come ampiamente dimostrato da eminenti scienziati operanti nel campo medico), quale presidente dell’associazione Trieste Animal Day voglio esprimere alcune considerazioni a riguardo:
Malgrado sia dimostrato che la sperimentazione animale è una metodologia sbagliata, ma nostro avviso eticamente abietta e criminale, essa continua perché è di interesse economico per gli scienziati, e per un gran numero di altre entità coinvolte: università, industrie farmaceutiche, riviste scientifiche, allevatori, avvocati e mezzi di informazione. Tutti quanti traggono un guadagno, diretto o indiretto, dalla ricerca su animali e quindi hanno un concreto interesse nel mantenere lo status quo.

Le persone e la società in generale tendono ad opporsi al cambiamento. Se abbiamo sempre fatto una cosa in un certo modo è improbabile che cerchiamo un’altra strada, a meno che non accada qulcosa di catastrofico che ci impone di cambiare. Molti “scienziati” sono legati alla tradizione e questa considera l’uso degli animali nella ricerca un metodo appropriato. Le grandi istituzioni accademiche premiano il conservatorismo piuttosto che l’innovazione, e così il pensiero creativo non è generalmente benvenuto dalla scienza.
La considerazione di questi illuminati sugli animali è quella di cavie-oggetto di sperimentazione e giustifica i metodi degni del dottor Mengele e sfogano il loro sadismo su creature innocenti e incolpevoli.
E’ inutile indignarsi di fronte alla sofferenza umana se poi si giustifica quella animale.

Gli scienziati che si rendono conto della completa inutilità della sperimentazione animale sono messi a tacere, e chi rifiuta questa censura mette la propria carriera in grave pericolo.
I medici, che svolgono il loro lavoro con vero e sincero amore per tutte le creature, umane e non umane, non possono che condannare la vivisezione, perché la tortura, la sofferenza e la morte inflitte a creature senzienti, incapaci tra l’altro di opporre la minima resistenza, sono una terribile blasfemia contro lo spirito della Vita, contro la Natura e contro Dio, per chi ci crede.

La ricerca su animali è dovuta alle stesse cause che hanno fatto del male all’umanità per millenni: avidità, egoismo, ignoranza e paura.

Fabio Rabak
Presidente Trieste Animal Day


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