Il Friuli vuole un posto in prima fila nel Porto di Trieste

Porto di Trieste lavori

Il Comune di Udine e l’Università hanno costituito una Cabina di regia al fine di sviluppare progetti di valorizzazione della funzione del nel contesto del Corridoio 1/Baltico Adriatico, che attraversa lungo una direttrice nord – sud la Regione.
È l’occasione per affermare un sistema territoriale costituito da manifattura, servizi innovativi alla produzione, infrastrutture di trasporto e servizi di logistica fortemente interconnesso ed integrato.
Il Friuli rappresenta una parte fondamentale di questo ecosistema che concorre ad elevare le capacità competitive ed attrattive del Friuli Venezia Giulia nello scenario della post – pandemia e dei nuovi crocevia della globalizzazione.
Il Pnrr ha definito le risorse da impiegare nella realizzazione di infrastrutture ferroviarie e nel completamento dell’accessibilità da/verso i porti e gli interporti.
Le reti sono importanti ma da sole non servono se parallelamente la manifattura non si avvale di trasporti sostenibili (ferrovia, intermodalità) e se non si afferma un nuovo modello organizzativo e dei servizi di logistica territoriale. Lo spazio non può essere considerato una commodity territoriale cui assegnare la mera funzione di agevolare i transiti delle merci (o dei passeggeri), lungo le direttrici est ovest e nord sud, tra il Mediterraneo e l’Europa, e tra l’Europa centro orientale, il mare e il Nord del Paese.
Risulta essenziale invece riposizionare città e territori per incrociare contemporaneamente e meglio le dinamiche e reti globali e, con esse, valorizzare ed innovare la dimensione manifatturiera locale poiché vi è uno stretto nesso tra le questioni della competitività e l’integrazione dei sistemi che hanno la possibilità di rivalutarsi nella loro diversità e flessibilità.
Appare utile per gli interessi regionali e del Friuli l’attuazione di quattro indirizzi operativi. Il primo ha a che fare con la promozione di un progetto pubblico per la logistica territoriale ed integrata, a supporto della manifattura e dell’economia regionale, che porti alla costituzione di un’unica governance dell’ecosistema logistico.
Vanno in pratica messi a sistema i 3 porti ed i 4 interporti, con a capo l’Autorità portuale Alto Adriatico Orientale, sulla base della reciprocità e compresenza delle rappresentanze territoriali in ognuna delle strutture. È un modo per avere una regia solida e promuovere l’integrazione dei fattori della produzione logistica in grado così di proporre prodotti e soluzioni competitive alle imprese manifatturiere, che per oltre il 70% distribuite nelle aree udinese e pordenonese, sia quelle orientate al mercato interno nazionale ed europeo sia quelle posizionate sul mercato globale e che si avvalgono del trasporto marittimo.
Questo modello organizzativo può permettere il recupero di 3/4 mld di valore che annualmente viene perso in virtù delle competizioni interne e delle inefficienze.
In secondo luogo, si tratta di disporre di un’unica piattaforma digitale regionale per la gestione delle attività di trasporto e logistica, pubbliche e private, in modo da corrispondere alla digitalizzazione della produzione, alla scala interna e globale, e alla data economy dove i dati rappresentano la materia prima di ogni processo industriale e commerciale.
Questo approccio è naturalmente robusto nel (con il port community system) che si misura con la circostanza che l’80% dello scambio di merci su scala globale avviene via mare e che rappresenta un nodo essenziale delle procedure doganali e della catena logistica.
L’efficienza e la competitività si devono redistribuire sul territorio e coinvolgere le strutture pubbliche e gli operatori privati che intervengono nella gestione dei traffici e nello svolgimento di operazioni complesse ed eterogenee.
Affermare l’hub community system significa disporre di un sistema che dialoga, costituito da interfacce tra le parti e che scambia dati in grado di favorire la crescita dei livelli di efficienza e di permette, per un verso, l’attrattività di traffico internazionale e di vincere le sfide competitive che provengono da Capodistria e dal Mediterraneo, e per l’altro la creazione delle migliori condizioni per la struttura manifatturiera e le catene logistiche locali in modo che possano operare con più bassi costi tempi e minore numerosità di processi.
La costruzione di una comunità innovativa ed integrata che si avvale di meccanismi di gestione informativa dei dati e condivisione dei risultati evita ridondanze e determina economie di scala che, associate all’ulteriore sviluppo dell’intermodalità nel trasporto delle merci, rappresenta un diffuso fattore di competitività territoriale.
Il terzo indirizzo utile è legato al rafforzamento delle capacità territoriali in termini di infrastrutture lineari e puntuali. Da una parte con il raddoppio della linea ferroviaria Cervignano del Friuli – Udine, ciò in modo da favorire treni lunghi almeno 750 mt e di oltre 2.000 ton di portata e da sostenere le attività dei porti di Trieste, Monfalcone e Porto Nogaro, e dall’altra con il potenziamento della componente logistica e ferroviaria dei Consorzi di sviluppo economico locale, che rappresentano luoghi essenziali della produzione, in primo luogo con il completamento a Udine del nuovo scalo ferroviario merci a supporto della manifattura del Friuli centrale.
Va ogni caso detto che ogni progetto non può essere svincolato dal corretto assetto urbano e territoriale e, in questo senso, si tratta di stabilire un’alleanza tra reti, hub e territorio in modo da armonizzare le trasformazioni e corrispondere alle richieste delle comunità locali coinvolte e alle esigenze di natura ambientale.
Infine, il Pnrr insiste sulla predisposizione della Zona Logistica Semplificata quale opportunità diretta a favorire l’attrattività di investimenti tenuto conto che rende disponibili misure, nazionali e regionale, e procedure che permettono la semplificazione e l’accelerazione di processi amministrativi e adempimenti normativi nonché l’acquisizione di incentivi economici e sgravi fiscali.
La Zls va considerata come un progetto speciale, unitario e strategico, in grado di intervenire sull’insediamento di nuove imprese e sul rafforzamento di quelle esistenti per la lavorazione e la movimentazione delle merci, e deve abbracciare uno spazio territoriale ed operativo complesso.
Il Corridoio 1/Baltico Adriatico rappresenta una direttrice di trasporto strategico stradale e ferroviaria che connette l’Europa centrale e centro – orientale al Mediterraneo, coinvolge una importante città (Udine), attraversa un denso sistema produttivo manifatturiero organizzato in Consorzi (18 mln di mq, 300 imprese insediate, 8.000 occupati) ed interseca 3 scali ferroviari (Osoppo, Udine, San Giorgio di Nogaro), 1 Interporto (Cervignano del Friuli) ed 1 porto (Porto Nogaro). Questo Corridoio non solo mette in relazione contesti urbani, manifatturieri e logistici ma, al tempo stesso, si connette al Corridoio 3/Mediterraneo e quindi ai porti di Trieste (che genera 11.000 treni/anno) e Monfalcone.
In questo scenario, il cuore pulsante della futura Zls – Zona logistica semplificata – del Friuli Venezia Giulia è opportuno localizzarlo nell’ambito meridionale del Friuli poiché naturale spazio di interconnessione tra due Corridoi, tra mare e terra, tra mobilità stradale e ferroviaria. E la localizzazione va, parallelamente, accompagnata da un “pacchetto” di misure, procedure amministrative e fiscali cui le imprese possono attingere.

Maurizio Ionico, urban planner (shipmag.it)


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