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Arpa: la situazione dell’ozono estate 2020

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Arpa – 13 agosto 2020: i dati del monitoraggio dell’Ozono nella nostra atmosfera. Come avviene per gli altri inquinanti , il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, di cui anche Arpa FVG fa parte, attraverso le reti di monitoraggio della qualità dell’aria gestite dalle agenzie ambientali delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, rileva l’ozono, un inquinante particolarmente critico soprattutto nella stagione estiva a causa delle alte temperature.

La rete di monitoraggio dell’ozono comprende circa 350 stazioni presenti su tutto il territorio nazionale. In Friuli Venezia Giulia se ne contano 18, distribuite sul territorio regionale.

I dati raccolti per quanto riguarda questo inquinante nei mesi di giugno e luglio 2020 mostrano come in Friuli Venezia Giulia non si siano mai superate le soglie di allarme e di informazione della popolazione stabilite dalla normativa per la protezione della salute.

Infatti in questi due mesi, solamente in Lombardia, è stata superata la soglia di allarme di 240 μg/m3 come massima media oraria (livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione anche di breve durata) oltre la quale scattano le misure previste dai piani d’azione comunali. Ed anche per la regione lombarda il superamento ha interessato solamente due stazioni.

Solamente 14, nel mese di giugno, anche le situazioni nelle quali, invece, è stata superata la soglia di informazione della popolazione di 180 μg/m3 come massima media oraria (livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana per alcuni gruppi particolarmente sensibili, quali anziani e bambini, in caso di esposizione anche di breve durata) al fine che le persone più esposte evitino di stare all’aperto almeno nelle ore più calde della giornata.

Infatti, la soglia di informazione è stata superata in giugno solamente in quattro regioni, Lombardia (6 stazioni), Campania (4 stazioni), Piemonte (3 stazioni), Emilia-Romagna (1 stazioni).

A conferma di un quadro “tranquillo” per il mese di giugno, il valore massimo (massima media oraria) registrato è stato di 192 μg/m3 in Piemonte e Campania, seguito da 191 in Lombardia, e 190 in Emilia-Romagna. In Friuli Venezia Giulia il valore massimo rilevato a giugno si è attestato sui 162 μg/m3.

Un po’ diversa la situazione in luglio, specialmente nell’ultima parte del mese, quando le temperature hanno iniziato ad aumentare e, regolarmente, si sono registrati livelli maggiori di ozono. I superamenti del livello di informazione sono stati registrati complessivamente in 72 stazioni in diverse regioni: Lombardia (31 stazioni su 46), Veneto (13 su 24), Emilia- Romagna (11 su 34), Campania (su 35), Trento (4 su 6). Negli altri casi i superamenti sono stati ancora più sporadici.

Un quadro più “caldo” per il mese di luglio, è confermato anche dai valori massimi registrati, che hanno raggiunto i 256 μg/m3 in Lombardia, 217 in Veneto, 216 nel Lazio, 212 a Trento, 211 in Campania e 210 in Emilia-Romagna. In Friuli Venezia Giulia il valore massimo rilevato a luglio è stato di 179,9 μg/m3.

Naturalmente, un bilancio definitivo della stagione 2020 per quanto riguarda questo inquinante sarà possibile trarlo dopo che saranno disponibili i dati dei mesi di agosto e settembre, ma sin d’ora possiamo azzardare l’ipotesi che avremo dati più contenuti rispetto a quelli registrati nel corso del 2019, proprio a causa della stagione complessivamente più mite (almeno nella prima parte dell’estate).

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