10 anni dalla morte di Lelio Luttazzi, ricordiamo un caso di mala-giustizia

, nato a Trieste il 27 aprile 1923, e morto a Trieste l’8 luglio 2010. Esattamente dieci anni fa, mancava un grande triestino dello spettacolo, un eccellente musicista, un direttore d’orchestra, un regista e scrittore, un uomo garbato e intelligente. Un aneddoto che di solito non viene riportato, ma che è giusto si sappia: nel 1970 fu sbattuto in galera per una vicenda in cui non c’entrava niente.

Come riporta il blog di denuncia “Leopost”, un fatto, che al pari di quello vissuto da Enzo Tortora, “aveva distrutto non solo la carriera, ma anche la vita di Lelio Luttazzi. Mentre i responsabili non hanno pagato per il loro clamoroso errore, ma anzi la loro carriera è andata speditamente avanti, non osiamo immaginare con quante sofferenze patite da altri innocenti in galera di cui, privi della notorietà di Luttazzi, non sappiamo assolutamente nulla, come del protagonista Alberto Sordi in Detenuto in attesa di giudizio di Nanni Loy”

«Stavo in galera, chiuso in una celletta d’isolamento piccolissima. Bugliolo. Secchio. Come le bestie», scriverà Luttazzi in un libro struggente come Operazione Montecristo (editore Mursia). 33 giorni di angoscia, di paura, di umiliazioni che non saranno mai risarciti, di cui nessuno, nella magistratura, pagherà le conseguenze.

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