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Violenza sulle donne – Panchine Rosse al Miela

“PANCHINE ROSSE”, è la rassegna che il Miela dedica al tema della violenza sulle donne

Un tema purtroppo sempre di attualità e di quotidiana urgenza affidato a quattro spettacoli di grande impatto e a un momento di riflessione tra operatori sociali, artisti e pubblico, per ribadire che il rifiuto della violenza sulle donne deve divenire la regola di ogni giorno dell'anno.

La rassegna si aprirà mercoledì 22 novembre con lo spettacolo “LA MITE” con Beatrice Visibelli e l'adattamento e la regia di Nicola Zavagli, tratto dal celebre testo di Fëdor Dostoevskij e ispirato a un caso di cronaca del tempo. Un monologo che indaga su un rapporto dominato dal silenzio usato come arma di potere e di tortura psicologica, e dove in un crescendo incalzante emergerà il carattere tutt'altro che mite della giovane donna. La bravissima attrice affronta con grande intensità il rapporto uomo/donna nel suo schema maledetto di vittima e carnefice, e lo fa in un originale ribaltamento di ruoli, non nella parte della donna/vittima, ma provando a immergersi nei labirinti della mente dell'uomo/carnefice. Un capolavoro urgente per capire dal profondo il nostro tempo.

Monica Faggiani - ph Francesco Falciola

Monica Faggiani – ph Francesco Falciola

Giovedì 23 novembre il palco sarà affidato invece alla profonda leggerezza e ironia di Monica Faggiani con il suo spettacolo “QUEL CHE RESTA. A proposito di mobbing, shocking e altre amenità”. Il tema affrontato è quello del ricostruirsi, del tornare a fiorire della protagonista, che dal buio torna alla luce e decide di raccontare una storia di “ordinaria follia”, una storia come ve ne sono tante, spesso però sommerse dalla difficoltà di parlarne. Il tutto nasce da una riflessione e da una ricerca sul mobbing che l'autrice/interprete sta portando avanti da diversi anni. Nello spettacolo i momenti lirici si alternano a momenti di cruda informazione, ma anche a momenti di comicità in cui la protagonista si divertirà a prendere in giro se stessa e le illusioni e le fragilità del proprio tempo.

Il corpo che parla panchine rosse teatro Miela Trieste

“IL CORPO CHE PARLA”, in scena venerdì 24 novembre per la drammaturgia di Gioia Battista, la regia di Elisa Risigari e l'interpretazione di Martina Boldarin, è uno spettacolo che non vuole affrontare i perché – ingiustificabili – di un femminicidio, ma essere una soggettiva di una vittima. Un corpo che parla attraverso i segni che la vita e la morte hanno lasciato. Lo sguardo dolce e, incredibilmente, ancora innamorato, della protagonista va a scoprire a poco a poco quanto le è successo in uno spettacolo, che vuole nonostante tutto difendere l'amore, quello vero, per la vita e che senza pietismi o piagnistei, senza aggiungere violenza a violenza indaga l'incredulità di chi ama e non sa capacitarsi come la massima privazione possa avvenire proprio per mano di chi diceva di amare. Uno spettacolo poetico, delicato e forte allo stesso tempo, vincitore del premio “Anima e Corpo del Personaggio Femminile” dedicato ad Adriana Monzani.
La conduzione della giornata di sabato 25 novembre affidata ad Artifragili inizierà alle 18.30 con un incontro con le attrici degli spettacoli, le operatrici del Centro antiviolenza G.O.A.P. di Trieste e Massimo Navone direttore artistico del Teatro Miela. Un importante momento di discussione e riflessione sui temi della violenza di genere.

Roberta Giallo

Roberta Giallo

Seguirà, alle 20.30, in apertura del concerto di Roberta Giallo il cantautore Puntino eseguirà alcuni sui brani. 
Alle 21.00 Roberta Giallo cantautrice, scrittrice e performer teatrale, già collaboratrice di Lucio Dalla (con cui ha lavorato al disco “L'oscurità di Guillaume”), si è esibita nei più importanti teatri italiani portando in scena numerosi spettacoli con Federico Rampini, Ernesto Assante e Gino Castaldo, Valentino Corvino, il Gnu Quartet e anche in solo e con importanti orchestre italiane. È stata scelta per rappresentare la parte musicale della rassegna “Panchine rosse” perché nel ha inviato una lettera aperta e accorata alle principali Istituzioni affinché si accendesse una riflessione profonda sulla scarsa attenzione e considerazione intellettuale data alle donne al Festival della Italiana, e alla sufficienza con cui sono state liquidate domande e polemiche riguardo alle scelte compiute dal direttore artistico Amadeus, come inserire in gara un concorrente che denigra e offende le donne, incitando alla violenza, e riportandoci ad un Medioevo culturale, cancellando così secoli di battaglie a favore dell'Emancipazione Femminile.

Panchine Rosse Teatro Miela di Trieste


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