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Left Right Left Right: tre big con un trittico di danza che ammalia il Ljubljana Festival

Johan Inger

di Maria Luisa Runti

Applausi scroscianti, anche a scena aperta, per Left Right Left Right, tre performances di balletto con le coreografie, per il Ballet SNG di Maribor, di tre big della scena contemporanea: Johan Inger, Edward Clug ed Alexander Ekman all’Opera House di Ljubljana nell’ambito del 66° Ljubljana Festival.
Tre personalità forti e diverse per origini e curricula che hanno saputo unire con un armonico e poetico file rouge le loro creazioni dando luogo ad un racconto dove minimalismo, inventiva, immaginazione e surrealismo hanno offerto al pubblico un gioiellino di spettacolo.

In apertura “Walking Mad” dello svedese Johan Inger.
Inger ha esordito come danzatore, studiando alla Royal Swedish Ballet School ed alla National Ballet School in Canada ma dopo pochi anni di brillante carriera ha preferito dedicarsi alla coreografia. “Mellantid” ne ha segnato il suo debutto ufficiale e fu subito un successo clamoroso. Nel 2013 ha ricevuto la prestigiosa medaglia Carina Ari a Stoccolma per la promozione a livello mondiale dell’arte e della danza svedesi.
“Walking Mad” è la sua singolare visione del “Bolero” di M. Ravel, pezzo che lo aveva profondamente affascinato nell’esecuzione di Metha. Un viaggio, in cui “incontriamo le nostre paure, i nostri desideri e la leggerezza dell’essere” di Kunderiana memoria. Un enorme muro di legno con porte che si aprono, chiudono e rovesciano è la scarna scena che vede muoversi i ballerini nel loro racconto. Spazi nello spazio.Passi di danza si alternano ad acrobatiche arrampicate, ad intrecci sempre più frenetici e passionali alternati a momenti di languore ed ironia. Molto bella e significativa la scena in cui indossano dei cappellini rossi a guisa di burattini sull’onda della musica. Blu, il protagonista, (un ottimo Vanja Vitman) sembra moltiplicarsi durante i suoi incontri con donne diverse in una spasmodica ricerca dell’essere. Silenzio che sottolinea ombre, prima delle note di Arvo Pärt (Für Alina). Ancora frenesia ed abbandono, un volo nelle nebbie della solitudine che riporta tutti i danzatori nelle loro lignee porte. Di forte impatto le luci di Eric Berglund e semplici ma eleganti i costumi dello stesso Inger.

A seguire “Hill Harper’s Dream” del rumeno Edward Clug. 
Noto a livello internazionale anch’egli si è dedicato, dopo i successi come primo ballerino al Teatro Nazionale Sloveno (SNT) di Maribor, alla coreografia ed a creare il Balletto della SNG Maribor di cui è direttore. Ha partecipato ai più grandi festival teatrali a livello mondiale eseguendo le sue coreografie di cui molte su commissione. E’ stato insignito di numerosi premi nazionali e internazionali fra cui uno “Special Award for Best Choreography” al Festival Internazionale del Teatro MESS Sarajevo nel 2011.
In “Hill Harper’s Dream” ha espresso ancora una volta tutta la sua genialità.In scena due arpe scandiscono le magnifiche note di Milko Lazar grazie alla maestria di Natalija Ristic Puzigaca e Anja Kozuh; uno sfondo scuro, una candida collina di neve. In questa spazialità quasi surreale si sviluppano i sogni che i danzatori rendono a meraviglia in un intreccio di straordinari passi che, a volte, li portano quasi a “volare” sulla collina ed altre a camminare con gli sci, lentamente, in un faticoso viaggio verso la luce. Un linguaggio onirico ed interiore che Clug sottolinea di continuo con magica introspezione mettendo a nudo sogni, sofferenza, desideri e gioco liberatorio. Spettacolare la scena conclusiva in cui una ballerina sorvola in seggiovia una compagna che, sulle punte, sembra fare sci di fondo. Essenziali ed incisivi i costumi di Leo Kulas e la scenografia di Marko Japelj.

Ha concluso il trittico “Left Right Left Right” dello svedese Alexander Ekman, anch’egli molto famoso a livello internazionale. Le sue coreografie sono state eseguite da compagnie di tutto il mondo tra cui il Boston Ballet, il Nederlands Dans Theatre, il Norwegian National Ballet, il Joffrey Ballet, la Sydney Dance Company, il Dresden Semperoper Ballet, il Wiener Staatsballet, il São Paulo City Ballet, il Royal Swedish Ballet, il Ballets de Monte Carlo e lo Houston Ballet. Oltre alle coreografie, Ekman è noto per aver progettato set e costumi e per aver composto le musiche per molte delle sue creazioni. Dirige altresì film e crea spettacoli-evento dal vivo in luoghi pop-up. Ha ricevuto una nomination all’Olivier Award nel 2013 per la sua coreografia dell’originale Cacti.
“Left Right Left Right” è un insieme di concentrazione, reattività temporale e ritmica scandito dalla musica di Mikael Karlsson. Una sorta di marcia nel tempo e contro il tempo con uno studio insolito ed originale del movimento umano. I danzatori si alternano fra il cammino su 16 tapis roulant, parte integrante delle loro movenze, ed una danza quasi robotica, decisa, forte e scandita da perfette simmetrie cui fanno da contrasto, nelle cromie grigie della scena, una misteriosa “dama” con lungo abito rosso e video con paesaggi sonori di varia, incalzante ambientazione.Umorismo sottile ed elementi a sorpresa che danno un tocco geniale ed inconsueto alla drammaturgia. A Ekman si devono anche scenografia, costumi e video messi in risalto dalle belle luci di Tom Visser.

Straordinari tutti i danzatori del Ballet SNG Maribor interpreti dei tre balletti.
Applausi interminabili hanno sancito il successo dell’interessantissimo e magico spettacolo.

MARIA LUISA RUNTI
© Riproduzione vietata

 

(da Eliconie »)

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