La famiglia Regeni denuncia il Governo italiano

genitori di Giulio Regeni

“Traffico d’armi verso un paese che non rispetta i diritti umani” questo il capo d’imputazione mosso dalla Regeni verso il italiano, reo di essere troppo morbido e accondiscendente verso l’Egitto, nonostante siano palesi le gravi responsabilità circa la morte del figlio Giulio, torturato, seviziato, ucciso barbaramente e poi lasciato marcire in strada.

“Assieme alla nostra legale abbiamo predisposto un esposto-denuncia contro il italiano per violazione della legge 185/90, che vieta l’esportazioni di armi verso Paesi, i cui governi sono responsabili di gravi violazioni dei diritti umani accertati dai competenti organi dell’Ue, dell’Onu e del Consiglio d’Europa e il governo egiziano rientra certamente tra quelli che si sono macchiati di queste violazioni”.

I genitori di Giulio, lo studente friulano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo a fine gennaio 2016, hanno ribadito nel corso della trasmissione, all’indomani delle dichiarazioni della procura egiziana, la richiesta di richiamare l’ambasciatore in Egitto. “Chiediamo questo come atto forte. E’ importante che l’Italia dia l’esempio – hanno detto – Chiediamo anche che la Procura non venga insultata, chiediamo fermezza. Bisogna reagire, sennò i nostri figli che vanno in giro per il mondo non saranno più sicuri”.

«Continuano a gettare fango», hanno detto inoltre riferendosi alle dichiarazioni di ieri della procura egiziana, dichiarazioni che «confermano ancora una volta l’atteggiamento conosciuto bene negli ultimi 5 anni, dimostrano l’impunità di cui sentono di godere scaricando la responsabilità su persone innocenti. È come se avesse parlato direttamente al Sisi, è uno non solo a noi ma all’intera Italia. E il italiano è troppo remissivo e troppo debole, le sue sono parole senza azioni conseguenti».

Lo scorso 13 giugno la madre e il padre del ricercatore torturato e ucciso avevano definito la vendita al Cairo delle due fregate costruite dalla Fincantieri da parte del nostro Paese “la ciliegina sulla torta dell’ipocrisia”. “Lo Stato italiano ci ha tradito. Siamo stati traditi dal fuoco amico non dall’Egitto”. I genitori di Giulio Regeni, sempre a Propaganda Live, non avevano usano mezzi termini per commentare la vendita di due navi italiane all’Egitto approvata dal governo.


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