Itinerari naturalistici: Ceroglie e Monte Ermada

Ceroglie / Cerovlje

Ceroglie è un piccolo centro agricolo carsico posto nel Comune di Duino Aurisina (TS). É posto a 147 m s.l.m. e ha circa 150 abitanti. Situato ai piedi del Monte Ermada, nella piana a ovest di Malchina, si sviluppa lungo la strada che collega Malchina a Sistiana in una bella vallata dove i campi coltivati, i vigneti e la landa carsica la fanno da padrone. La denominazione sembra derivi dalla parola “cer”, cerro-quercia, albero che caratterizzava i boschi circostanti. L’esistenza del castelliere omonimo testimonia una frequentazione della zona già a partire dal Il millennio a.C.. Il borgo è un tipico centro carsico, il cui aspetto attuale è conseguente agli eventi bellici del Novecento. Profondamente danneggiato durante la Grande guerra fu poi devastato, per rappresaglia, il 16 agosto del 1944 durante la Il guerra mondiale. Ancora presente è la classica cisterna comune; l’abitato è composto da un piccolo nucleo che mantiene le caratteristiche degli abitati rurali (tipiche costruzioni in pietra) affiancato da edifici più recenti, realizzati durante la ricostruzione avvenuta dopo il secondo conflitto mondiale. La cappella dedicata ai Santi Odilo e Metodio fu consacrata nel 1988: prima il paese era sprovvisto di un proprio centro di culto. Oggi il paese si presenta accogliente infatti negli ultimi anni si sono sviluppate alcune attività quali bed&breakfast e agriturismi.


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Al centro dell’abitato si trova una comoda strada che con un percorso di 2.100 metri porta in vetta all’Ermada. È il sentiero più comodo e lo si percorre con poca fatica. Inizia a quota 171 e per quasi un terzo della sua lunghezza si sviluppa in piano. Dopo 700 metri la strada piega a sinistra verso la stazione ferroviaria di Duino, mentre un largo tratturo forestale prosegue affrontando la pendenza del monte. Si procede nella pineta per 900 metri prima di giungere a un bivio. In questo punto il tratturo svolta a gomito verso settentrione, puntando alla cima; il sentiero di sinistra invece va verso Duino. Dopo pochi metri s’incontra un altro bivio: l’indicazione avverte che il ramo di sinistra porta a Medeazza e al Sentiero 3. Gli ultimi 500 metri prima della cima presentano la maggior pendenza. Questo percorso è adatto per la mountain bike e il cavallo.

Lungo il percorso possiamo trovare il Castelliere di Ceroglie: sito archeologico risalente al Il millennio a.C.. Edificato con funzioni di difesa e controllo territoriale, era composto originariamente da uno o più muraglioni di grandi dimensioni costruiti a secco e che cingevano la cima dell’altura. I castellieri sono i siti protostoricì più diffusi su tutto il territorio carsico, Istria compresa, ed offrivano riparo al loro interno a uomini e animali. Del Castelliere di Ceroglie rimane una parte molto modesta, anche a causa dei combattimenti intercorsi durante la I guerra mondiale sul Monte Ermada.
Le cisterne e il carsismo Il fenomeno del carsismo è dovuto all’azione chimica – fisica di dissoluzione e precipitazione esercitata dall’acqua soprattutto su rocce di origine organica come le calcaree. Esso determina particolari manifestazioni morfologiche quali: doline, grotte, inghiottitoi, fiumi sotterranei. Le caratteristiche che colpiscono chi attraversa un paesaggio carsico sono: l’apparente aridità, la movimentata morfologia del terreno (doline, cavità) e l’assenza di fiumi superficiali. Quest’ultimo è l’elemento che maggiormente ha condizionato le popolazioni locali, che hanno dovuto escogitare diverse soluzioni per sopperire alla mancanza di acqua. l borghi tutt’oggi testimoniano, attraverso la costante presenza delle cisterne, questa necessità.

Alcuni cenni storici: il 24 maggio del 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Impero austroungarico già impegnato sul fronte orientale in Serbia e in Russia. L’indecisione dell’esercito italiano consentì agli austriaci di allestire un vasto fronte difensivo che, dopo le prime schermaglie, venne attaccato nelle “battaglie dell’Isonzo” – 11 in tutto, più quella fatale di Caporetto. Si trattò di una logorante guerra di trincea, con avanzate di poche centinaia di metri, o qualche Km al massimo, che costò però, fino alla fine del 1917, quasi un milione di morti – ai quali si deve sommare la tragedia dei feriti e dei dispersi. La cosiddetta “Fortezza Ermada”, il complesso di alture che costituivano già di per sé una difesa naturale, non venne mai conquistato dagli italiani, che giunsero fino a Medeazza, paesino ai piedi del Monte Cocco nel settembre del 1917. L’iniziativa presa in mano nei giorni seguenti dall’esercito austroungarico porterà come conseguenza, il 24 ottobre del 1917, alla vittoria di Caporetto e alla conquista del Friuli e del Veneto fino al Piave.

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