Ferriera, accordo fatto, operai salvi

Ora è tutto deciso sulla di . Nel corso della videoconferenza fra le parti coinvolte (Regione, comune di Trieste, autorità portuale e gruppo Arvedi) con il ministro allo sviluppo economico Stefano , l’ dovrebbe garantire un futuro occupazionale a tutti gli della ferriera triestina anche ai tanti che potrebbero non rientrare nel perimetro delle attività previste dalla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento. L’accordo comprende anche gli interinali. Un accordo di programma che prevede la riconversione industriale del sito e che verrà sottoscritto nei prossimi giorni tra tutte le parti coinvolte, dopo che la Giunta regionale e quella del Comune di Trieste avranno dato nella giornata di venerdì il loro formale via libera.

Superati così anche gli ultimi ostacoli, il primo dopo un colloquio risolutore fra lo stesso ministro Patuanelli e l’amministratore delegato di Fincantieri Bono, che ha confermato la disponibilità dell’azienda a individuare, anche con il coinvolgimento di società fornitrici del Gruppo, una soluzione concreta al futuro occupazionale degli esuberi. Il secondo, la conferma dell’impiego di una cinquantina di lavoratori da parte di Arvedi per consentire le attività di smantellamento e bonifica dell’ex area a caldo e degli impegni assunti in tal senso da Icop – piattaforma logistica Trieste – ad assumere nel bacino dei 163 esuberi dello stabilimento parte dei 70 nuovi addetti nelle future attività portuali. Plaude all’accordo, con qualche riserva, la parlamentare Pd Debora Serracchiani: “Il Governo con il ministro Patuanelli ha guidato bene il percorso verso la riconversione dell’area, alla quale avremmo voluto giungere in modo parzialmente diverso. Si investiranno comunque ingenti risorse pubbliche che serviranno a mantenere attivo un sito di produzione industriale e a tutelare i posti di su cui comunque vigileremo, e si darà impulso a una vocazione logistica per la quale avevamo gettato le basi negli anni scorsi”.
Auspicando “sia ritrovata l’unità sindacale incrinata”, la parlamentare evidenzia che “va riconosciuto l’impegno di Fincantieri a collaborare per evitare che dei lavoratori siano espulsi da un processo di riconversione e sviluppo che richiede comunque tempo e riqualificazione professionale”.

Per il ministro Patuanelli ”la tutela di tutti i lavoratori della Ferriera di Servola è il risultato di un grande lavoro di squadra che ha visto tutte le parti coinvolte garantire a Trieste e alla Regione uno sviluppo industriale che tenga conto delle esigenze ambientali, sociali e occupazionali di cittadini, imprese e lavoratori”.

Soddisfazione per l’accoglimento delle proprie richieste a tutela dei lavoratori e gratitudine nei confronti di tutti i soggetti che hanno permesso di concludere una trattativa arriva anche dai verticio della Regione Fvg “dall’esito tutt’altro che scontato, ma di strategica importanza per il tessuto produttivo e per l’intera comunità regionale”. Presenti alla videoconferenza, il governatore Massimiliano Fedriga, gli assessori regionali Alessia Rosolen e Fabio Scoccimarro. “L’impiego di 50 persone per le attività di smantellamento e bonifica dell’ex area a caldo e gli impegni assunti da Icop ci permettono di guardare al futuro con ottimismo – sottolineano Fedriga e Rosolen – forti anche delle risorse messe in campo dall’Amministrazione regionale per continuare a garantire quei percorsi formativi che risultano imprescindibili per favorire la più ampia occupazione del personale interessato dalla riconversione.” “Ringraziamo infine il ministro Patuanelli per il lavoro svolto – concludono il governatore e l’assessore – e, in particolare, per essersi assunto l’onere di coinvolgere Fincantieri nelle interlocuzioni, al fine di ampliare le opportunità di ricollocamento dei lavoratori dello stabilimento siderurgico triestino. “La Regione da parte sua – commentano il governatore Fedriga e gli assessori Rosolen e Scoccimarro – esprime soddisfazione per aver visto accogliere le proprie richieste di tutela dei lavoratori che permettono di guardare al futuro con ottimismo, e ribadisce il proprio impegno nel garantire i percorsi formativi necessari a sostenere la modificazione dell’area a caldo di Servola”.

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