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Bonus turismo e bonus chef 2023, come funzionano?

Bonus turismo: incentivo FRI-Tur entro il 20 aprile

Se c'è una leva ad alto potenziale sulla quale l'Italia può agire per rilanciarsi economicamente, questa leva è insita nel turismo, nell'Horeca e nei flussi che la riapertura dei viaggi internazionali può portare verso il nostro Paese. Il settore, tuttavia, è stato duramente colpito dal periodo della pandemia e leccarsi le ferite non può bastare per sanarne i problemi. Nasce da questo contesto l'Incentivo FRI-Tur con il quale l'Italia intende dare un respiro di sollievo ad uno dei comparti di maggior potenziale per il PIL nazionale.

La ripartenza del comparto nasce dunque dalla scintilla dell'imprenditorialità, dagli strumenti economici messi a disposizione dalla politica e da tasselli essenziali come l'identità digitale, la firma digitale e la posta certificata: questi ultimi tre elementi, infatti, sono il tramite naturale per accedere al bonus e per portare nel futuro le ambizioni della propria impresa.

Si scrive “FRI-Tur” (Fondo rotativo imprese per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo nel turismo), si legge “Bonus Turismo”. Gestito da Invitalia, è definito come uno strumento previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Misura M1C3 investimento 4.2.5) per potenziale le strutture ricettive soprattutto in ottica di digitalizzazione e sostenibilità ambientale.

L'obiettivo è quello di consentire al comparto di raggiungere nuovi standard qualitativi riconosciuti a livello internazionale, ponendo il 31 dicembre 2025 come data ultima per la realizzazione degli interventi. Il fondo è pari a 780 milioni, 180 dei quali per contributi alla spesa e 600 come finanziamento agevolato concesso da Cassa Deposito e Prestiti (più 600 ulteriori concessi da una serie di banche in convenzione con il Ministero del Turismo). Il fondo complessivo ammonta pertanto a 1,38 miliardi di euro, cifra con la quale fare sponda per raggiungere nuovi ambiziosi obiettivi in Paese, come l'Italia, che ha molto da offrire e molto da imparare per valorizzare le incredibili bellezze costruite in secoli di storia.

Il Bonus Turismo può essere richiesto per interventi che ricadano all'interno dei seguenti ambiti:
– riqualificazione energetica;
– riqualificazione antisismica;
– eliminazione delle barriere architettoniche;
– manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, installazione di manufatti leggeri;
– realizzazione di piscine termali (solo per gli stabilimenti termali);
– digitalizzazione;
– acquisto o rinnovo di arredi.

Il 50% del fondo FRI-Tur è destinato agli interventi di riqualificazione energetica: da questo punto di vista si tratta di un bonus che va ad integrare le opportunità in termini di incentivi per l'efficientamento, riducendo così l'impatto ambientale del settore a tutto beneficio tanto dei costi per le imprese, quanto del bilancio energetico nazionale. Il 40% delle risorse stanziate, inoltre, è riservato alla parte meridionale dell'Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Possono accedere al Bonus entità quali alberghi, agriturismi, imprese del comparto fieristico, stabilimenti balneari, tematici, complessi termali e altre fattispecie ancora. Le imprese devono avere una stabile organizzazione sul territorio nazionale, essere in regola con le disposizioni edilizie, urbanistiche e del lavoro, agire in regime di contabilità ordinaria ed essere regolarmente iscritte al registro delle imprese.
Due le forme di incentivo richiedibili:
diretto, pari al 35% delle spese ammissibili;
finanziamento agevolato, con tasso nominale annuo pari allo 0,5% e durata compresa tra 4 e 15 anni (a cui abbinare un finanziamento bancario a tasso di mercato).
L'incentivo FRI-Tur è pensato per quelle imprese che intendono mettere in cantiere interventi con spese comprese tra 500 mila e 10 milioni di euro: non piccoli interventi per rinfrescare l'immagine di una vecchia struttura, ma lavori che cambino radicalmente il profilo della struttura per portarla ad un nuovo livello di efficienza, sostenibilità e qualità ricettiva.

Per accedere al bonus occorre compilare l'apposita domanda per la quale sono necessari tre elementi ormai del tutto centrali per l' a queste misure di incentivo:
identità digitale (SPID, CNS, CIE) per accreditarsi durante la richiesta;
firma digitale per sottoscrivere la documentazione e certificarne i contenuti;
Posta Elettronica Certificata per dare i crismi dell'ufficialità all'invio della richiesta.
Con le soluzioni Aruba è possibile attivare ognuno di questi servizi in tempi rapidi, avendo così tutto a disposizione con estrema facilità per poter procedere con la richiesta.

Le domande vengono esaminate in ordine cronologico, il che impone di porre massima attenzione alle date: “la domanda può essere presentata dalle ore 12.00 del 20 marzo 2023, fino alle ore 12.00 del 20 aprile 2023”. Se i progetti per la propria impresa vanno nella direzione dell'investimento e del rilancio, l'incentivo FRI-Tur è una delle risorse che il PNRR mette a disposizione per alzare di livello la “ripresa” e la “resilienza” del comparto: in tal caso è meglio approfittarne in tempi rapidi, cogliendo al l'opportunità prima che il fondo vada esaurito e che siano altri a poterne giovare per aumentare l'appetibilità delle proprie proposte di mercato.


Bonus chef 2023: come richiederlo

Entro il 3 aprile 2023 i cuochi professionisti possono accedere ad un bonus per l'acquisto di macchinari e corsi di aggiornamento.

La parola “bonus” ha un doppio significato: da una parte v'è l'origine latina, dove il termine sta ad indicare il concetto di “bontà”; dall'altra v'è una evoluzione postuma che allude al buono in termini di premio, incentivo, aiuto, surplus. Dentro il “bonus chef” la parola ha occasionalmente dentro di sé entrambi i significati: v'è la poesia del buono, quella che l'arte culinaria italiana sa accarezzare come in nessun altro posto al mondo, e v'è il pragmatismo dell'incentivo fiscale con cui lo Stato intende aiutare un'intera categoria professionale.

La categoria interessata è quella dei cuochi. Per questi ultimi occorrerà mettere rapidamente sul tavolo tre ingredienti essenziali come identità digitale, firma digitale e PEC, perché sono questi gli elementi di partenza con cui alzare il livello del proprio servizio di ristorazione.

Attenzione alla scadenza, però: le migliori idee vanno cotte a fuoco lento, ma in questo caso il conto alla rovescia indica le ore 15 del 3 aprile 2023: è questo il limite ultimo entro il quale il credito d'imposta per cuochi professionisti può essere impiattato.

Per semplicità è stato presto ribattezzato “bonus chef”, ma si configura come un vero e proprio credito d'imposta per cuochi professionisti attivi nel settore della ristorazione ad ogni livello ed in ogni forma. Che si agisca a favore di professionisti attivi presso alberghi o ristoranti, insomma, poco cambia: è sufficiente essere dipendenti con regolare di lavoro (o titolari di Partita IVA) per poter ambire a questa importante agevolazione. Sono invece esplicitamente esclusi da questa opportunità i titolari di ditte individuali.

I dettagli sulla misura sono descritti dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove si specifica che:

  • L'agevolazione è concessa sotto forma di credito d'imposta.
  • L'agevolazione è prevista nella misura massima del 40% delle spese ammissibili.
  • Le spese devono essere state sostenute tra il 1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 (dunque a copertura di costi di rilancio dell'attività dopo la grave crisi legata alla pandemia).
  • L'agevolazione massima per ciascun beneficiario può arrivare ad un massimo di 6 mila euro, dunque per una spesa massima pari a 15 mila euro di investimento.
  • Ai fini dell'ammissibilità i pagamenti devono essere stati effettuati tramite intestati al beneficiario e comunque attraverso modalità che consentano la piena tracciabilità.

Tra le spese ammissibili nella computazione legata alla richiesta del bonus sono contemplati:

  • L'acquisto di macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari.
  • L'acquisto di strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione.
  • La partecipazione a corsi di aggiornamento professionale, alzando così il proprio profilo in parallelo a quello della strumentazione utilizzata.

Le spese vanno considerate al netto dell'IVA, a meno che quest'ultima non rappresenti per il beneficiario un costo effettivo non recuperabile.

La platea degli aventi diritto è individuata nel perimetro degli chef professionisti, ma per poter accedere all'incentivo questi ultimi devono essere in possesso di tre strumenti fondamentali:
Identità digitale (es. SPID di livello 2);
Firma digitale;
PEC.
La richiesta, infatti, può essere portata avanti esclusivamente tramite procedura informatica e questi tre elementi sono pertanto fondamentali per garantire l'identità del richiedente, la bontà dei contenuti e l'ufficialità della presentazione della richiesta.

Una volta scaduti i termini (3 aprile 2023), le istanze verranno vagliate dal MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti di ammissibilità e della completezza nella compilazione della modulistica. In seconda battuta verranno effettuati controlli sulla veridicità delle dichiarazioni rese. Tocca infine all'Agenzia delle Entrate effettuare controlli in merito alla legittima fruizione del credito d'imposta.

La cosa più importante, una volta verificata la possibilità di accedere a questa misura di incentivo, è dunque il rispetto dei tempi: la data ultima è quella del 3 aprile, giorno entro cui occorrerà aver verificato di avere il profilo giusto per la rispondenza con i requisiti e di poter disporre della documentazione certificante le spese effettuate.

La richiesta di accesso al bonus chef può essere effettuata su questa pagina.

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