Assoluzione killer della Questura, Sap: giustizia relegata alle richieste nei momenti di commemorazione

Trieste non ci sta: riconosciuta la totale infermità mentale all’assassino di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego

La nota: UNA GIUSTIZIA CHE NON DA GIUSTIZIA AI FIGLI DELLE STELLE

A caldo, il 4 ottobre 2019, subito dopo l’uccisione degli agenti Rotta e Demenego, ai media dichiarammo che era necessario fare un esame su quello che era accaduto e che bisognava vedere il discorso Sicurezza sotto un altro aspetto poiché non era più possibile continuare in quella maniera.
Ai funerali ribadimmo che quella giornata doveva rappresentare un punto di partenza e non di arrivo, quanto fosse necessario riflettere molto su quello che era la “Sicurezza” in Italia, che bisognava rivedere molte cose iniziando nell’investire molto di più.
La decisione di riconoscere la totale infermità mentale all’assassino di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego e quindi sottrarlo ad un giusto processo penale ci turba profondamente e riapre una ferita in realtà mai chiusa.
Nessuno ha mai voluto vendetta, né gli operatori di Polizia, né le famiglie delle vittime, né i “sopravvissuti” a quella vicenda, né i cittadini di Trieste e l’intero Paese.
Da parte di tutti, anche dai massimi rappresentanti delle istituzioni, chiedevano semplicemente giustizia.
Tutti la pretendevamo!
Il SAP, presente a tutte le udienze, ha avuto e continua a mantenere un profondo rispetto verso la Magistratura, ma è chiaro che quanto è stato sentenziato oggi, pone un necessario approfondimento sul sistema “Giustizia” dà ai suoi cittadini.
Una Giustizia che non può essere relegata alle richieste nei momenti di commemorazione, arricchiti da omaggi floreali che appassiscono in poco tempo e belle quanto toccanti ed inutili parole che si disperdono nell’aria.
Servono chiare ed è evidente che quanto è successo oggi impone dei cambiamenti importanti.
il 30 Aprile us, presso il di un altro giovane ragazzo ha tentato di sfilare la pistola ad un agente per fortuna senza riuscirci. Questo succede anche perché si sottovaluta l’impatto deterrente che questi episodi di cronaca nazionale hanno.
Impunità significa emulazione e questo il non lo può permettere.
Oggi, più di sempre, è evidente che oltre ad una “Giustizia” diversa serve anche una “Sicurezza” che sia dotata di tutto quello che è necessario, fatto con programmazione e modernità.
Dopo quasi tre anni dalla triste vicenda abbiamo visto ben poco e ciò a cui abbiamo assistito oggi, non ci è piaciuto per nulla.

Lorenzo TAMARO Segretario Provinciale Trieste

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