Pallacanestro Alma Trieste a testa altissima, soccombe nel finale

TRIESTE – 74-86 (20-20, 47-46, 68-64)

Maco 1883 pallacanestro Alma Trieste

ALMA PALLACANESTRO TRIESTE: Parks 9 (2/8, 1/2 da tre, 2/4 tl), Bossi 3 (1/6 da tre), Green 37 (11/13, 3/7 da tre, 6/7 tl), Schina, Pecile 2 (1/3), Baldasso 12 (4/7 da tre), Simioni, Prandin, Da Ros 11 (4/9, 1/2 da tre), Cittadini. N.E.: Ferraro, Gobbato. All. Dalmasson. Ass. Praticò, Legovich.

SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA: Spissu 11 (4/6, 3/4 tl), Umeh 11 (1/5, 2/4 da tre, 3/4 tl), Spizzichini 3 (1/1 da tre), Ndoja 6 (1/2, 1/1 da tre, 1/2 tl), Rosselli 21 (6/9, 2/5 da tre, 3/3 tl), Michelori 4 (1/1, 2/2 tl), Oxilia, Penna 1 (1/2 tl), Lawson 25 (2/4, 7/8 da tre), Bruttini 4 (2/2). All. Ramagli

ARBITRI: Borgo (Dueville – VI), D’Amato (Roma), Giovannetti (Terni)

NOTE: Tiri dal campo Trieste 28/67 (18/40 da due, 10/27 da tre, 8/11 tl), Bologna 30/54 (17/31 da due, 13/23 da tre, 13/19 tl). Rimbalzi Trieste 30 (16+14, Parks 7), Bologna 33 (25+8, Rosselli 10). Assist Trieste 12 (Bossi e Da Ros 3), Bologna 18 (Umeh 9). Cinque falli: Michelori

Dopo il successo di Biella (89-81) su Treviso, tocca ad Alma Trieste e Segafredo Virtus Bologna fronteggiarsi per decretare la seconda finalista di Turkish Airlines Cup. Biancorossi senza capitan Coronica mentre la Virtus, almeno inizialmente, rinuncia ancora a Kenny Lawson. Alma in campo con Bossi, Baldasso, Green, Parks e Da Ros, ‘V’ nere che rispondono con Spissu, Umeh, Oxilia, Bruttini e Rosselli.

L’avvio di partita premia i biancorossi, la Virtus incoccia contro l’intensità difensiva dei ragazzi di Dalmasson che riescono a tramutare in canestro diverse transizioni, trascinati da un Javonte Green decisamente in palla. Rosselli e Spissu cercano di far valere la loro elevatissima caratura ma al 5′ l’Alma è sul +5 (12-7), costringendo Ramagli al timeout e al precoce inserimento di Lawson. Il pivot americano non impiega molto ad entrare in partita, dimostrandosi chirurgico sia nel suo habitat naturale (il pitturato) sia da oltre i 6,75. La sfida viaggia punto a punto con vantaggi e contro vantaggi, Bossi e Da Ros entrano in ritmo offensivo tenendo testa a una Segafredo molto fisica e capace di sfruttare gli errori dei giuliani, lo spettacolo è più che godibile e la contesa al 10′ viaggia in perfetta parità (20-20).

Il secondo quarto non si discosta granché dal leit-motiv dei primi 10′, l’Alma risponde presente lottando su ogni palla, Green è una furia e guida i compagni a una difesa che costringe la Virtus a un notevole numero di palle perse, capitalizzate in gran parte proprio da Javonte. La contesa si mantiene equilibratissima, Rosselli e Lawson producono offensivamente la maggior parte dei punti dei felsinei, si scollina il periodo con Trieste avanti di misura (34-33). Da Ros e Baldasso bucano l’aggressiva difesa virtussina, Green continua a menare le danze (24 punti per lui al 20′), dalla parte opposta sono “i soliti noti” Rosselli e Lawson a a creare alternanza continua nel punteggio, si arriva all’intervallo lungo con punteggio alto e l’Alma ancora avanti di uno, grazie a un magico quanto devastante alley-oop sull’asse Da Ros-Green (47-46).

Il terzo periodo è quello che fa sognare Trieste, dopo un avvio in sostanziale equilibrio i biancorossi prendono infatti un discreto vantaggio, trascinati da un Green strepitoso e dalle triple di un ispiratissimo ‘Lollo’ Baldasso. Al 25′ è +5 Alma (58-53), con inerzia che pare essere decisamente dalla parte giuliana. In difesa l’Alma è di un’intensità difficilmente arginabile per una Virtus nella quale in pratica il solo Rosselli canta e porta la croce. L’Alma vive il suo miglior momento al tramonto del terzo quarto, toccando il massimo vantaggio sul +9 (68-59) e rischiando di sublimare un momento da sogno con la tripla di Bossi che tuttavia si spegne sul ferro. La risposta virtussina è da grande squadra, nell’ultimo minuto arriva un parzialino di 5-0 che rianima improvvisamente le ‘V’ nere rimettendo la sfida sui binari dell’equilibrio (68-64 al 30′).

Trieste mantiene la testa avanti in avvio di quarto periodo, i felsinei perdono Michelori per cinque falli ma l’inerzia ora si è ribaltata e Bologna beneficia di un Lawson che segna dalla distanza come una consumata guardia NBA. La Virtus mette la freccia a cavallo di metà frazione, trovando con Spissu il +4 (71-75 al 35′) e dando un segnale di energia che l’Alma non sembra a quel punto poter opporre. Le maglie virtussine si chiudono inesorabilmente mentre Lawson prolunga la prestazione da ‘scienziato’ da oltre l’arco, coach Dalmasson cerca di spezzare l’inerzia con timeout a stretto giro di posta ma i biancorossi cedono alla distanza chiudendo il match con un gap in doppia cifra (74-86), uscendo a testa altissima dalle Final Eight e con il rimpianto di aver visto sfuggire di mano la sfida nel momento topico.

Ai ragazzi di Dalmasson resta il meritato quanto emozionato applauso degli splendidi sostenitori arrivati fino a Bologna, l’onore delle armi per un venerdì da sogno e un sabato da protagonista, oltre alla consapevolezza di dover ora guardare avanti alla prossima settimana, quando a Piacenza si tornerà a parlare di campionato.

foto Macovaz


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