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Cassazione: automobilista prudente che investe ciclista spericolato non ha responsabilità

A Trieste si sa, i ciclisti sono una “razza” odiata. Non per l’uso del simpatico ed ecologico mezzo a due ruote, quanto per la loro disinvolta interpretazione del codice della strada. Disinvolta a tal punto da creare pericoli per sé e per gli altri. Molti in percentuale sono i ciclisti che non rispettano gli stop, e tanto meno i semafori. Ora però, arriva la svolta da parte della Cassazione.

automobilista investe ciclista

L’automobilista che investe il ciclista non ha responsabilità: il caso specifico
C’è giurisprudenza attiva in ordine ad una delle questioni più controverse ed attuali che rigurdano le norme del Codice della strada: l’automobilista che investe il ciclista non ha responsabilità quando però si determina un caso specifico. Quale? Qualora ad esempio si verificasse la circostanza acclarata in sede giurisprudenziale per cui il conducente del mezzo a due ruote non rispetta lo stop: ecco, in quel caso l’attribuzione di colpa ricade solo sul ciclista a prescindere dai danni che lo stesso accusa dopo il sinistro.

Chi lo dice? Una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha esaminato un caso circostanziato storicamente e che la statuito che “non sussiste la responsabilità dell’automobilista che – viaggiando a un a velocità assolutamente moderata – investe il ciclista che non si ferma allo stop”. Il giudicato della Suprema Corte di Cassazione è quello relativo alla sentenza numero 34942/22. E tutto questo è avvenuto, in iter procedurale, con il giudice di appello che aveva ritenuto che la velocità tenuta dal veicolo “era assolutamente adeguata alle condizioni”.

La condotta negligente del ciclista
Di che velocità si parla? Di una velocità “equivalente”, nel senso che la velocità tenuta da auto e bici era esattamente la stessa (23 km/h). Solo però che in quello specifico caso ma è stato accertato il comportamento negligente del ciclista che non aveva rispettato lo stop ed aveva innescato il sinistro con un veicolo il cui conducente era stato chiamato a giudizio. Il sunto è che il ciclista, per avere riconosciuta la ragione intera e dunque il risarcimento pieno dei danni al 100% o parziale, dovrà dimostrare di aver rispettato le regole di circolazione del Codice della strada.

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