L’uso del gas tossico Fosgene nella 1a Guerra Mondiale sul Monte San Michele
Un fatto inquietante ma curioso contraddistinse la linea di fronte sul Monte San Michele, durante la Prima Guerra Mondiale.
L’esercito austro-ungarico sperimenta un attacco con armi chimiche: il 29 giugno 1916 le trincee italiane vengono colpite da bombe al fosgene, un composto chimico estremamente tossico formato da Cloro, Carbonio, Ossigeno. Formula COCl₂ è un gas industriale incolore, con un caratteristico odore di fieno ammuffito. È molto più pesante dell’aria e tende a ristagnare nelle zone basse. L’esercito italiano non disponeva di dotazioni adeguate a proteggersi da un simile attacco e circa duemila soldati muoiono in pochi minuti. Altri cinquemila rimangono intossicati.
Tuttavia, anche i soldati asburgici subiscono le conseguenze di questa operazione: poco dopo l’attacco la direzione del vento cambia e trasporta la nube tossica tra le loro fila, causando centinaia di morti e oltre mille intossicati. A fronte delle numerose perdite umane non si verificò nessun cambiamento nelle linee del fronte. È doveroso ricordare che i soldati austroungarici rimasti intossicati erano tutti di nazionalità ungherese, e sul posto si trovano dei cartelli che ricordano questo fatto increscioso.













