Il transatlantico Cristoforo Colombo a Trieste

Il transatlantico Cristoforo Colombo (gemello dell’Andrea Doria) ha legato il suo nome a Trieste dal 1967. Dopo aver servito la rotta per il Nord America, la nave vi ha fatto base dal 1973 per i collegamenti con il Sud America, prima del disarmo e della partenza finale nel 1978

Il transatlantico Cristoforo Colombo ormeggiato alla Stazione Marittima di Trieste nel 1967

Il transatlantico Cristoforo Colombo ormeggiato alla Stazione Marittima di Trieste nel 1967

La turbonave Cristoforo Colombo è stata uno dei massimi simboli della marineria italiana del dopoguerra, unendo l’eccellenza tecnologica dell’epoca a una forte valenza artistica. Di seguito trovi i dati tecnici specifici e la sua evoluzione storica, con un focus sul legame con la città di Trieste.

Dati Tecnici Principali
Il Cristoforo Colombo venne progettato ponendo estrema attenzione alla stabilità e alla velocità, garantendo al contempo spazi di lusso per i passeggeri. 

Parametro Dettaglio Tecnico
Cantiere di Costruzione Ansaldo di Genova Sestri Ponente
Dislocamento / Stazza 29.191 tonnellate di stazza lorda
Lunghezza 213,59 metri (fuori tutto: 216,6 metri)
Larghezza 27,40 metri
Apparato Motore Turbine a vapore a due assi
Potenza Motori 35.300 CV di potenza normale (fino a 50.000 CV massimi)
Velocità 23 nodi di crociera (26 nodi di velocità massima)
Capacità Passeggeri 1.055 passeggeri originari (divisi in Prima classe, Cabina e Turistica)


1. Il viaggio inaugurale (1953 – 1964)
Impostato nel 1952 e varato nel maggio 1953, il Cristoforo Colombo nacque come gemello dell’Andrea Doria. Venne commissionato dalla Italia – Società di Navigazione (Italian Line) per riaffermare il prestigio italiano sulle rotte del Nord Atlantico.
Il viaggio inaugurale avvenne il 15 luglio 1954 sulla rotta Genova-Cannes-Napoli-Gibilterra-Azzorre-New York. A bordo si trovavano opere d’arte di pittori e scultori italiani, rendendo la nave una vera e propria vetrina semovente del design Made in Italy. Nel 1964 le venne affidato un trasporto storico eccezionale: la Pietà di Michelangelo, protetta in una cassa speciale, viaggiò da Napoli a New York per l’Esposizione Universale. 
2. Il trasferimento sulla linea di Trieste (1965 – 1973)
A metà degli anni ’60, l’avvento dei voli commerciali transoceanici e l’entrata in servizio delle nuove ammiraglie Michelangelo e Raffaello spinsero la compagnia a riorganizzare le flotte. Nel 1965 il Cristoforo Colombo fu ritirato dalla linea del Nord America. Lo scafo, originariamente nero come quello dell’Andrea Doria, venne ridipinto interamente di bianco.
La nave fu spostata nel Mar Adriatico per fare base a Trieste. Qui andò a sostituire i vecchi transatlantici Saturnia e Vulcania della linea adriatica. 
3. Il servizio regolare e la rotta del Sud America (1973 – 1977)
Nel 1973, in seguito alla perdita per incaglio della turbonave Giulio Cesare, il Cristoforo Colombo ereditò definitivamente la prestigiosa rotta Trieste-Sud America. Fino al 1977 la nave garantì il trasporto di passeggeri e migranti lungo la linea che univa il porto di Trieste al Brasile e all’Argentina. Il progressivo calo di passeggeri e gli alti costi di gestione delle caldaie a vapore segnarono però la fine dell’era dei grandi transatlantici di linea. 
4. Gli ultimi anni e la demolizione (1977 – 1983)
Nel 1977 la nave fu definitivamente ritirata dal servizio di linea e venduta al Venezuela. Dal 1977 al 1981 visse una seconda vita come nave-hotel statale a Puerto Ordaz, per ospitare i tecnici impegnati nella costruzione di una grande acciaieria sul fiume Orinoco. Successivamente fu trasferita a Hong Kong per lo stesso scopo. Ormai obsoleta, nel 1983 la nave venne rimorchiata a Kaohsiung (Taiwan), dove fu completamente smantellata e demolita
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