Cavallo sbranato sul Carso, colpa degli sciacalli o no?
Arianna Marocchi – Naturalista e membro del coordinamento PAI FVG scrive la seguente nota:
CAVALLO SBRANATO SUL CARSO, PAI FVG: PRIMA DI ACCUSARE GLI SCIACALLI SERVONO RISCONTRI SERI
Fabio Rabak commissario e coordinatore del PAI FVG: Fare chiarezza è fondamentale per evitare disinformazione, allarmismi e ingiustificate campagne contro la fauna selvatica.
La notizia del cavallo trovato sbranato nella zona di Monrupino, sul Carso triestino, e la sua attribuzione agli sciacalli dorati merita attenzione, ma anche la necessaria prudenza prima di individuare con certezza la causa della morte dell’animale.
A intervenire è Arianna Marocchi, membro del coordinamento PAI FVG.
Non vogliamo escludere alcuna ipotesi. Gli sciacalli possono predare animali e non sarebbe corretto sostenere il contrario.
Tuttavia, una cosa è accertare che abbiano consumato una carcassa, un’altra è dimostrare che abbiano attaccato e ucciso un cavallo, soprattutto se adulto e in buone condizioni di salute. Il cavallo non è una preda facile, soprattutto per dei predatori di piccole dimensioni come gli sciacalli, che già trovano praticamente impossibile predare un mulo sano, figuriamoci un cavallo sano che è ancora più grande, forte e veloce.
Lo sciacallo dorato è un predatore opportunista, ma anche un efficace necrofago: può quindi nutrirsi di animali già morti senza essere necessariamente responsabile della loro morte. Per stabilire cosa sia realmente accaduto assumono particolare importanza gli eventuali accertamenti veterinari sulla carcassa, la natura delle lesioni e le condizioni dell’animale prima del decesso.
Chiediamo semplicemente che vengano resi noti gli elementi oggettivi disponibili: se sia stato effettuato un esame veterinario e quali riscontri abbiano consentito di attribuire la morte agli sciacalli. Se la predazione sarà confermata, sarà un dato importante da prendere seriamente in considerazione. Se invece gli sciacalli sono intervenuti successivamente sulla carcassa, anche questo deve essere detto con altrettanta chiarezza.
Secondo il PAI FVG, chiarire la vicenda è particolarmente importante perché episodi di questo genere possono facilmente alimentare paura e ostilità nei confronti della fauna selvatica, che non ha bisogno di essere alimentata, anzi.
Informare correttamente significa tutelare sia gli allevatori sia gli animali selvatici. Non bisogna minimizzare eventuali problemi reali, ma neppure trasformare un’ipotesi in una certezza. La gestione della fauna deve basarsi sui fatti, sugli accertamenti e sulle evidenze scientifiche, evitando disinformazione e inutili allarmismi. Perché ricordiamoci che la fauna selvatica è molto importante per avere un ecosistema e un ambiente in salute. È l’uomo a dover prendere provvedimenti sul come gestire le sue attività con il minor numero di rischi possibili, senza che questo significhi l’abbattimento degli animali selvatici che è giusto vivano nel loro ambiente naturale.
Ricordiamoci che noi siamo una delle tante specie sul Pianeta Terra, non siamo la specie che lo comanda e come tale dobbiamo convivere con le altre specie e non a farne guerra a nostro uso e consumo.













