La Bora a Trieste, foto e video del 2 novembre 2026

La Bora è un vento catabatico di provenienza nord-est / est-nord-est che soffia con particolare violenza sul Golfo di Trieste e lungo l’Alto Adriatico.

Vento catabatico: Si tratta di una massa d’aria fredda e densa accumulata sull’altopiano continentale del Carso che, spinta da forti differenze di pressione, precipita per gravità verso la superficie del mare più calda.
L’effetto imbuto – L’orografia della zona — in particolare i valichi come quello di Postumia tra l’altopiano del Nanos e lo Snežnik — agisce come un imbuto, accelerando drasticamente il flusso d’aria.
I “refoli” – La Bora non soffia in modo uniforme, ma procede a raffiche discontinue e imprevedibili chiamate localmente refoli, capaci di superare facilmente i 100-150 km/h.

Le due tipologie

• Bora chiara: Si presenta con cielo terso, soleggiato e aria cristallina; di solito è un po’ meno violenta.

• Bora scura: È accompagnata da cielo coperto, nuvolosità densa, pioggia o neve, e dà origine alle raffiche più forti e tempestose.

Impatto a Trieste

Carattere identitario: Per i triestini, la Bora non è solo un fenomeno meteorologo ma un vero e proprio tratto culturale. Spazza via l’umidità e pulisce l’aria, ma condiziona la vita quotidiana.

Adattamenti urbani: Storicamente, in centro città venivano tese delle corde lungo i marciapiedi per permettere ai passanti di reggersi. Tra gli elementi tipici ci sono i mancorrenti sui muri, i comignoli girevoli e i ferma-scuri

Puoi approfondire la storia del vento visitando il Museo della Bora o osservando la rosa dei venti in bronzo sul Molo Audace.

Galleria fotografica e video della Bora a 115 Km/h registrata il 2 novembre 2026

Bora in via Tigor divelge un ramo di un albero


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