Maria Luisa Paglia, scatta la denuncia contro gli autori volantino intimidatorio

Manifesti con il volto barrato, Paglia (PD):

«Oggi ho presentato formale denuncia in Questura. Il dissenso è legittimo, l’intimidazione no»

Nella giornata odierna Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste, ha presentato formale denuncia presso la Questura in relazione ai manifesti affissi nei pressi della scuola Don Milani, nei quali compaiono il suo nome, il suo cognome e la sua fotografia con il volto barrato da una croce.

«Ho ritenuto doveroso affidare quanto accaduto alle autorità competenti – dichiara Paglia – affinché siano accertate le responsabilità materiali e organizzative dell’iniziativa e valutati gli eventuali profili penalmente rilevanti. Lo faccio con piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e delle istituzioni».

La paternità dei manifesti è stata rivendicata da Blocco Studentesco, organizzazione giovanile legata a CasaPound, movimento politico di estrema destra che si richiama al fascismo.

In una democrazia le opinioni si contestano con altre opinioni, non esponendo pubblicamente il volto di una persona segnato da una croce. Il dissenso politico è legittimo; la delegittimazione personale e l’intimidazione non lo sono e non possono essere derubricate a semplice provocazione.

Successivamente, attraverso i social, un soggetto politico legato alla medesima area che ha rivendicato i manifesti ha rivolto a Paglia un invito a un confronto pubblico.

«Non accetto quell’invito, non perché tema il confronto – puntualizza la segretaria – ma per una precisa questione di principio democratico. Non ritengo possibile separare una proposta di confronto politico dal contesto nel quale è stata avanzata: dopo la diffusione di manifesti con il mio volto barrato e da parte di una persona politicamente legata a chi ne ha rivendicato la paternità. Il confronto è il fondamento della democrazia, ma non può trasformarsi in uno strumento di legittimazione di realtà che si richiamano al fascismo, in contrasto con i valori antifascisti della nostra Costituzione».

La segretaria provinciale del PD ribadisce infine che le domande poste sull’intitolazione della palestra della scuola Don Milani a Sergio Ramelli erano rivolte all’Amministrazione comunale, responsabile di quella scelta, e sono tuttora prive di risposta.

Maria Luisa Paglia PD denuncia autori volantino intimidatorio

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