Tre tursiopi socializzano nelle acque libere davanti a Santa Croce

Area Marina Protetta Miramare – Breve storia triste – Tre tursiopi stanno socializzando nelle acque libere davanti a Santa Croce. Si rincorrono, interagiscono, rinsaldano i loro legami sociali. Sono come 3 bambini in un cortile. Il loro cortile, la loro casa: il mare.

Poi arrivano le barche dei ricercatori, con l’arrogante convinzione che tutto il pianeta ci appartenga, che non ci siano limiti da rispettare, che anche lo spettacolo della natura sia a nostro uso e consumo e che loro – i delfini – siano lì per intrattenere noi.

E allora arrivano a tutta velocità, ci “facciamo sotto”, dobbiamo vederli da vicino, chissà che non ci riesca pure un selfie.

Per loro, però, il gioco si è fatto pericoloso, tocca inabissarsi per evitare il peggio. Ed evitare gli umani.

Queste immagini sono state riprese domenica durante un monitoraggio di grandi pelagici lungo la costiera triestina della Riserva di Biosfera UNESCO, che i ricercatori stanno svolgendo con l’utilizzo di un drone fornito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale a tutte le Aree Marine Protette per il monitoraggio ambientale di specie e habitat e delle pressioni antropiche a cui sono sottoposte.

La scena ripresa dal drone si è conclusa con la riemersione dei 3 esemplari a qualche centinaio di metri di distanza dalla barca.
Ma avrebbe potuto avere un epilogo diverso. Le ferite da collisioni con le eliche non sono certo rare nei mammiferi marini, nemmeno tra più piccoli come i tursiopi.

Di fronte a immagini come queste, non ci resta che ripetere ancora una volta le solite raccomandazioni.
Se avvistate cetacei o tartarughe, MODERATE LA VELOCITÀ E MANTENETE LA DISTANZA DI SICUREZZA.
Il mare non è casa nostra.

Video di Tommaso De Lorenzi

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