UNITS – Inaugurato il 103° Anno Accademico “L’Ateneo cresce ancora e rilancia la collaborazione con territorio e sistema produttivo”
Trieste, 30 ottobre 2026 – Cresce l’Università di Trieste e rafforza il suo impegno per lo sviluppo del territorio, puntando su ricerca, innovazione e collaborazione con istituzioni e imprese. In occasione dell’inaugurazione del 103° anno accademico, la rettrice Donata Vianelli rilancia la sfida di un Ateneo capace di affrontare le criticità con spirito propositivo.
«Il nostro Ateneo sceglie di reagire con decisione, trasformando la complessità del presente in un forte impulso al cambiamento», ha dichiarato la Rettrice, richiamando la necessità di coniugare pragmatismo, capacità progettuale e visione del futuro, in un contesto internazionale segnato da conflitti e in una fase complessa per il sistema universitario, dopo la conclusione dei finanziamenti straordinari del PNRR.
Rivolgendosi agli studenti che provengono da zone di conflitto, Vianelli ha poi voluto sottolineare che: “A tutti loro va la vicinanza, la solidarietà e il sostegno concreto della nostra università, che deve rimanere sempre un luogo sicuro di accoglienza, dialogo e libero confronto”.
Crescono studenti e attrattività
I numeri confermano il dinamismo dell’Ateneo: l’anno accademico 2025/2026 si è chiuso con quasi 19.000 iscritti, che superano i 20.800 considerando dottorandi e corsisti di master. Le immatricolazioni al nuovo anno accademico sono aumentate del 22,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, frutto di un’attività di orientamento strategica e capillare.
La comunità studentesca UniTS rappresenta oggi circa il 10% della popolazione di Trieste.
La crescita si fonda sulla qualità dell’offerta formativa, sull’internazionalizzazione e sulle prospettive occupazionali: per i laureati magistrali i tassi di occupazione sfiorano il 100%, con retribuzioni superiori alla media nazionale. UniTS figura inoltre nell’élite degli atenei italiani valutati dal Ministero in Fascia A, corrispondente al giudizio di piena soddisfazione. L’aumento degli studenti ha reso urgente ampliare e rinnovare aule, sale studio, residenze e spazi di aggregazione. «Se UniTS cresce, è anche merito di una Regione sempre più forte e attrattiva», ha sottolineato Vianelli, indicando nella collaborazione tra Università, istituzioni e territorio la chiave per rispondere alle nuove esigenze e trasformare gli investimenti sugli spazi in un’opportunità di rigenerazione anche urbana e sociale.
Ricerca e imprese: la conoscenza diventa innovazione
La ricerca resta uno dei pilastri di UniTS, con investimenti nelle infrastrutture dedicate a idrogeno, tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale, medicina e cambiamenti climatici, senza dimenticare la ricerca umanistica e sociale che rappresenta i fondamenti della nostra società.
Laboratori e infrastrutture, nelle parole della Rettrice, sono pensati come luoghi aperti alla collaborazione con gli enti di ricerca e il sistema produttivo, per creare valore e attrarre investimenti anche attraverso il trasferimento tecnologico.
Nel 2026 l’Ateneo ha avviato 8 progetti del Fondo Italiano per la Scienza, per circa 8 milioni di euro, ai quali si aggiungono 10 progetti PRIN per oltre 2 milioni di euro e la partecipazione ai programmi europei di ricerca.
Il collegamento con il sistema produttivo passa anche dal sostegno all’imprenditorialità e agli spin-off accademici, dall’Innovators Community Lab e dai team studenteschi: sono circa 200 gli studenti coinvolti nei tre team universitari Astreo, Racing Team e Audace Sailing Team, impegnati in progetti di innovazione sostenibile che vanno dall’ingegneria, alla nautica, alla motoristica fino alle tecnologie spaziali.
Un’alleanza strategica con il territorio
La crescita dell’Ateneo si inserisce in una strategia condivisa con gli enti del territorio e il sistema produttivo. Il nuovo Piano strategico 2027-2032, che sarà presentato nei prossimi mesi, nasce da un percorso di ascolto corale.
L’obiettivo è costruire conoscenza insieme a imprese, istituzioni e cittadini, rafforzando anche il ruolo dei poli territoriali di Gorizia, Portogruaro e Pordenone.
“I Comuni, le Camere di Commercio e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, insieme a un tessuto produttivo, industriale e culturale dinamico e collaborativo, confermano quotidianamente la centralità della nostra Università nello sviluppo economico e sociale dell’intera comunità – ha sottolineato Vianelli – Accanto a noi abbiamo anche realtà importanti come la Fondazione CRTrieste, la Fondazione Beneficentia Stiftung e le Fondazioni Benefiche Alberto e Kathleen Casali, che desidero ringraziare per la loro generosità. Ma anche benefattori, che ogni anno ci aiutano perché credono nella nostra comunità”.
Sul fronte dell’impatto sociale, la recente Valutazione della qualità della Ricerca ha collocato UniTS all’8° posto assoluto tra gli atenei italiani e al 6° tra le università statali per la terza missione.
Apertura internazionale e responsabilità sociale
L’internazionalizzazione resta una priorità, attraverso l’alleanza europea Transform4Europe, lo sviluppo di percorsi formativi condivisi e il rafforzamento dei servizi per gli studenti internazionali. In un contesto segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, l’Ateneo conferma inoltre il proprio impegno per l’accoglienza e il sostegno agli studenti provenienti dalle aree di guerra.
Una prospettiva che pone al centro la capacità di fare rete e di rispondere con soluzioni concrete alle sfide della crescita, mettendo la qualità della formazione, la ricerca e l’innovazione al servizio delle nuove generazioni e dell’intera comunità.
Nel corso della cerimonia sono state premiate le matricole meritevoli dell’Anno Accademico 2025-‘26, consegnati i premi del PhD Innovation Award, entrambi finanziati da Fondazione CRTrieste, e quelli devoluti dalla Fondazione Università degli Studi di Trieste (FUST).
Hanno preso parte alla cerimonia Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Alessandro Basso, Sindaco di Pordenone, Luigi Toffolo, Sindaco di Portogruaro, Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia e Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste. Sono intervenuti anche la Presidentessa del Consiglio degli Studenti Emma Cerato, la Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo Rossella Lucchini, mentre la prolusione è stata affidata a Simone Arnaldi, professore ordinario di Sociologia Generale del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, “Scienza e diplomazia fra cooperazione e competizione”. La Lectio Magistralis è stata tenuta infine da Domenico Giardini, professore ordinario di Sismologia e Geodinamica, ETH Zurich, “Terremoti e rischio sismico”.
Esecuzioni vocali e strumentali a cura del Coro e Orchestra dell’Università degli Studi di Trieste, direttore M. Riccardo Cossi.
QUI sotto gli interventi dei relatori
Relazione della Magnifica Rettrice Donata Vianelli
Intervento della Presidentessa del Consiglio degli Studenti Emma Cerato
Intervento della Rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo Rossella Lucchini
Prolusione del prof. Simone Arnaldi (DISPES)
Lectio magistralis del prof. Domenico Giardini (ETH Zurich) – asbtract













