Un tempo si diceva… “quando il mare è come olio, è olio”

Gli sversamenti di idrocarburi devastano gli ecosistemi costieri, soffocando la flora, avvelenando la fauna e intrappolando uccelli e mammiferi nella marea nera. Oltre ai gravissimi danni ambientali, causano un forte impatto socio-economico distruggendo le attività di pesca, acquacoltura e turismo.

Vista sul porticciolo Riva Grumula Trieste

Vista sul porticciolo Riva Grumula Trieste

Nello specifico, l’arrivo degli idrocarburi sulla costa provoca distruzione degli habitat; il petrolio si deposita su scogliere, spiagge e zone umide, soffocando organismi come molluschi e alghe e alterando la biodiversità locale; danno alla fauna selvatica su gli uccelli marini e i mammiferi che rimangono invischiati. L’olio rovina l’impermeabilità del piumaggio e del pelo causando ipotermia, mentre l’inalazione o l’ingestione provocano avvelenamento e problemi respiratori. Contaminazione della catena alimentare: Le sostanze tossiche penetrano nei sedimenti e nei tessuti degli organismi marini, risalendo la catena trofica fino all’essere umano. Le morie di pesci e la contaminazione bloccano le attività di pesca locale, mentre il degrado ambientale e visivo azzera il turismo balneare. È possibile approfondire le dinamiche di dispersione in acqua e le strategie di contenimento consultando i documenti ufficiali sui Quaderni dell’ISPRA:

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