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Zaia si scaglia contro il Prošek croato: “non è un vino e il nome è nostro”

Ennesima sfuriata del Governatore del Veneto Luca Zaia, che non ci sta a vedere sul mercato un vino che per assonanza ci ricorda il Prosecco.
L'estratto dell'intervista e il :

“Ecco qui il Prosek. Questo nome è nostro, nel senso che il nome del Prosecco dal 2009 è riconosciuto dall'Europa con il nome di Prosecco perché parte dalla città di Prosecco in che si chiamava prima di essere Prosecco Prosek per cui questi signori stanno utilizzando a nostro avviso un nome che è nostro per cui forse la vera è di chiedere i danni perché in queste etichette hanno sicuramente utilizzato il nostro nome e grazie a Coldiretti che ha portato allo stand così finalmente si vede cos'è una diciamo una forma di utilizzo del nome non propria quindi che crea sicuramente confusione sul mercato”

Quindi interviene un portavoce della Coldiretti:

“La cosa assurda che c'è ancora qualcuno che tenta di sottrarre valore al lavoro dei nostri e al lavoro delle nostre imprese al valore del nostro agroalimentare quando il vino italiano è diventato il vero ambasciatore di tutto il comparto in termini di riconoscibilità in termini di quello che viene trasmesso sulle etichette. In questo caso la prima forma di “italian sounding” dove si cerca di utilizzare un nome che richiama il nostro prodotto per valorizzare un prodotto che non ha storia, non ha commercio, non ha posizionamento sul mercato. Tutto questo ovviamente deve essere fermato e ancora una volta l'Europa non si può prestare a dei che vanno a penalizzare l'economia di quei paesi che hanno valorizzato il lavoro e il sacrificio dei propri imprenditori grazie alla quotidianità alla difesa di immagine di territori ma soprattutto di aver creato valore all'interno della filiera”

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