Visite guidate, prodotti tipici e artigianato, torna “Trieste Crocevia di culture”

Le date da segnare: dal 20 al 28 giugno 2020. Torna “Trieste Crocevia di culture”. Giunta alla terza edizione, la manifestazione promossa da Altamarea Eventi in co-organizzazione con il Comune di Trieste si propone di valorizzare con visite guidate, prodotti tipici e artigianato la multiculturalità che caratterizza Trieste: un crocevia di culture, appunto, come il titolo dell’annuale appuntamento suggerisce. Storicamente, rappresenta infatti un crocevia di lingue, civiltà, culture e religioni. Ed è questa peculiarità tipica della nostra città che la rassegna vuole celebrare e far conoscere attraverso l’attivo coinvolgimento delle Comunità etnico-religiose di Trieste.

Protagoniste ancora una volta saranno l’arte, le tradizioni popolari e l’architettura di una città crocevia di culture e tradizioni diverse, simbolo e sintesi delle suggestioni proprie della cultura mediterranea e quelle che provengono dal Centro e dall’Est Europa.
Saranno nove giornate all’insegna dell’amicizia tra i popoli e in omaggio alle molteplici specificità culturali delle diverse comunità, “vecchie” e nuove, che compongono Trieste da secoli.
Anche quest’anno, nonostante la particolare situazione legata all’emergenza sanitaria, l’evento prevede un ricco programma multiculturale e varie visite a tema. Anche se non sarà possibile dedicare alcune giornate a cene a tema e spettacoli legati al folklore, con danze e canti in costume tipico in particolare, la filosofia della manifestazione non cambia, rivolgendosi in particolare alla scoperta delle varie culture attraverso visite guidate in alcuni luoghi simbolo.
Si partirà nel primo fine settimana con una visita al Cimitero Ebraico. Nel successivo weekend sono previste visite al cimitero Evangelico, a quello Serbo Ortodosso e a quello Greco Ortodosso. Nel corso della settimana sarà possibile inoltre partecipare alle visite guidate al tempio di SS. Trinità e S. Spiridione Taumaturgo.
In Ponterosso, infine, visitatori troveranno i sapori tipici delle varie Comunità che tanto hanno influenzato la cucina locale. Accanto alla gastronomia, troveranno posto stand provenienti da tutta Italia che si snoderanno lungo il Canale, esponendo il meglio della loro produzione.

Una delle caratteristiche che distingue Trieste dalle altre città italiane è il suo volto, immediatamente riconoscibile come cosmopolita.
La sua stessa storia dall’istituzione del Porto Franco nel 1719, è segnata dalla concessione di privilegi di varia natura a tutte le minoranze etnico religiose che desideravano stabilirsi nell’Emporio. Di queste Comunità sono rimaste tracce diversamente corpose, ma comunque testimoni di un passato che si è venuto modificando e che ha depositato in città una memoria storico-culturale di grande interesse, in parte nota, in parte da riscoprire. Conoscere Trieste significa percepire quest’anima multiculturale e multietnica che la rende diversa. Le Chiese di molte religioni, le fattezze dei palazzi, il contenuto degli archivi e dei musei, l’importante e originale letteratura, la storia dei grandi personaggi, le caratteristiche dei paesi del Carso, la posizione geografica del confine orientale, le tante istituzioni scientifiche transnazionali sono le tessere di questo mosaico fatto di genti, lingue, culture e religioni che oggi è Trieste.
“Ovviamente, causa il Covid-19 – ha spiegato l’organizzatore, Silvio Pozenu – molti degli appuntamenti che solitamente caratterizzavano questo evento sono stati annullati, in particolare i balli folkloristici in costume e le conferenze a tema. Per non svuotarlo comunque di contenuti si è pensato di organizzare delle visite a luoghi di culto e monumenti quasi esclusivamente all’aperto e tra questi particolare interesse rivestono i Cimiteri Monumentali”. “Causa il particolare momento che stiamo vivendo – ha concluso Pozenu – la manifestazione se da un lato perde in “coreografia”, dall’altro recupera in “entusiasmo”, sia da parte degli operatori che dei tanti visitatori che da questo classico evento locale hanno avuto sempre un ritorno estremamente gradito e che da qui vogliono ripartire verso l’ agognata normalità”.

A Trieste c’è infatti una serie di Cimiteri Monumentali propri delle varie comunità storicamente presenti, molto interessanti da visitare. Attraverso le vicende storiche e artistiche della città, attraverso i volti dei personaggi che hanno fatto la storia della Trieste emporiale di Ottocento e Novecento, attraverso i monumenti che celebrarono i successi della rampante borghesia dei secoli scorsi, si analizzerà la nascita e la crescita delle necropoli triestine (inaugurate nella prima metà dell’Ottocento) e che, da subito, divennero sedi di veri e propri musei a cielo aperto per la presenza di monumenti funebri realizzati da numerosi artisti, dai forestieri Antonio e Francesco Bosa, Luigi Ferrari e Giovanni Duprè ai triestini Francesco Pezzicar, Giovanni Mayer, Gianni Marin e Franco Asco, sino a giungere al viennese Rudolph von Weyr e al dalmata Ivan Rendic.
Lo sviluppo architettonico e quello più squisitamente scultoreo presentano caratteristiche estremamente originali, pur inserendosi nella consolidata tradizione dell’edilizia cimiteriale e della statuaria funebre, sulla base dei ben più celebri esempi del Cimitero Monumentale di Milano e del Cimitero di Staglieno a Genova, per restare in Italia, per spingersi fino al più noto riferimento del cimitero parigino di Pere Lachaise.
I cimiteri delle comunità religiose di Trieste presentano caratteristiche estremamente interessanti in un contesto spaziale contenuto rispetto al cimitero di Sant’Anna, ma ben rappresentativo dell’aria cosmopolita che si respirava nel porto degli Asburgo, con alcuni notevoli manufatti commissionati dalle grandi famiglie stabilitesi a Trieste sull’onda della crescita esponenziale dell’emporio giuliano.

Si inizierà nel primo fine settimana con la visita al Cimitero Ebraico di via della Pace, 4.
Il cimitero Ebraico di Trieste rimane uno dei luoghi più cari e sacri alla Comunità Ebraica di Trieste che vi vede scritta la propria storia secolare.All’entrata un monumento ricorda gli ebrei triestini periti durante la Shoah nei campi di concentramento nazisti.
A seguire, le tombe monumentali delle grandi famiglie dai Morpurgo ai De Parente ai baroni Elio e Giuseppe De Morpurgo.La visita sarà curata dall’Assessore Livio Vasieri.
Nel successivo fine settimana sono previste visite al cimitero Evangelico, a quello Serbo Ortodosso e a quello Greco Ortodosso, situati sempre in via della Pace, 1, curate dal Prof. Luca Bellocchi.
Durante la settimana sarà possibile partecipare infine alle visite guidate al tempio di SS. Trinità e S. Spiridione Taumaturgo in programma ogni giorno, dal martedì al venerdì. Le visite alla Chiesa Serba saranno curate da Padre Rasko Radovic.

A Ponterosso inoltre i visitatori troveranno i sapori tipici delle varie Comunità che tanto hanno influenzato la cucina locale. All’interno delle proposte gastronomiche si potranno assaggiare dall’arrosto di maiale marinato nella birra scura con crauti e pane nero, ma pure i wurstel e l’immancabile goulash accompagnato dalle favolose birre Austriache.Dalla vicina Slovenia sarà ospite un’azienda che proporrà i vini del Brda, mentre una nota e storica trattoria cittadina presenterà i classici piatti tipici della Mitteleuropa. Accanto all’enogastronomia troveranno posto stand variopinti con rappresentanti provenienti da tutta Italia si snoderanno lungo il Canale Ponterosso esponendo il meglio della loro produzione.

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