Visita monumento ai caduti di Basovizza, Fedriga e Associazione Dalmata si dissociano

lIn un’intervista dell’emittente televisiva Telequattro, il presidente del Ftiuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha dichiarato che la visita congiunta dei presidenti di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Borut Pahor del 13 luglio alla foiba di Basovizza sarà un evento eccezionale. Quando gli è stato chiesto da un giornalista di visitare il monumento alle “Tigri fucilate” (i caduti sloveni, sempre a Basovizza) ha risposto: “Ho seri dubbi sulla scelta di quel luogo e di quel monumento; l’omaggio deve essere solo cortesia istituzionale, e non deve in alcun modo costituire un riconoscimento storico ”.

Si dissocia anche l’Associazione Nazionale Dalmata, di cui riportiamo il comunicato:

“Lunedì 13 luglio i Presidenti della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, e Slovena, Borut Pahor, si recheranno al Monumento ai Martiri delle Foibe di Basovizza e al contiguo Monumento ai Caduti di Basovizza – cioè ai 4 fucilati nel 1930 per terrorismo – per poi concludere la giornata con la cessione del Palazzo che oggi ospita la Scuola per Interpreti dell’Università di Trieste alla minoranza slovena.

Il Comitato 10 Febbraio e l’Associazione Nazionale Dalmata non possono accettare in nessuna maniera quello che accadrà il 13 luglio. Mettere sullo stesso piano i Martiri delle Foibe e i terroristi antitaliani del TIGR non è una riconciliazione tra Italia e Slovenia. È la sottomissione a chi, anche qui da noi, giustifica e minimizza quello che è accaduto durante e dopo la seconda guerra mondiale agli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia che furono prima infoibati e poi costretti all’esodo.

Lo diciamo senza paura e senza preoccupazione di smentita: il nostro Presidente della Repubblica ha fatto davvero tanto con le dichiarazioni contro il giustificazionismo e il negazionismo ma il 13, sicuramente perché mal consigliato, rischia di rovinare un lavoro che aveva ricucito la storia dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia al grande libro della storia della nostra Nazione da cui era stato strappato con la violenza e con l’oblio.

Negli anni come Comitato 10 Febbraio e Associazione Nazionale Dalmata abbiamo, fedeli ai nostri statuti, lottato per far sì che la storia dell’Adriatico orientale e la sua indiscutibile e millenaria italianità entrassero a far parte della coscienza comune. Più di tutto il resto abbiamo cercato di raccontare il dramma delle foibe e dell’esodo.

Ed è stato fatto, ovunque fosse possibile, con tutti i mezzi e sempre con le nostre forze. Il Comitato 10 Febbraio, ad esempio, non riceve finanziamenti statali e quindi si basa sul volontariato, sui contributi degli iscritti, su qualche piccolo accordo con gli enti locali e con i progetti europei. Insomma, su sudore e impegno.

Siamo sempre stati aperti al dialogo e al confronto, come tutti quelli che hanno un’identità forte, ma non ci siamo mai piegati al compromesso anche perché, da “volontari per l’italianità”, il nostro unico compenso è quello della vittoria della verità.

Nel 2013 i nostri partner sloveni hanno portato, dopo averci conosciuti, una corona di fiori alla foiba di Basovizza.

Senza sotterfugi, senza pretendere nulla.

Solo per rispetto.

Per questo, ripetiamo, non possiamo accettare in nessuna maniera quello che accadrà il 13 luglio

Molte delle dichiarazioni e delle interrogazioni parlamentari contrarie a questa vergogna sono ispirate dalla nostra attività. Ma non ci fermeremo qui. Chiediamo a tutte le Associazioni, a tutta la politica, a tutti gli italiani di levare alta la propria voce accanto alla nostra e a quella di chi si sta impegnando per denunciare questa vergogna”.

Lo dichiarano, in una nota congiunta, il Comitato 10 Febbraio e l’Associazione Nazionale Dalmata

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