Percorrere la famosa Ring Road (Route 1) in Islanda significa intraprendere un’odissea attraverso paesaggi che cambiano sotto gli occhi stupefatti dei viaggiatori. È la strada che circonda quasi per intero l’isola, avvolgendo ghiacciai, coste battute dal vento, cascate impetuose, fiordi remoti: un itinerario di 1300 km che collega le principali regioni.
Per affrontare bene il viaggio serve preparazione: una buona auto (meglio se con trazione integrale se si intendono deviazioni nelle Highlands), abbigliamento a strati perché il meteo è traditore, una riserva di carburante almeno nei tratti meno popolati. Non è una corsa: meglio dedicare almeno 7-10 giorni per godersela con calma, fare soste, esplorare, non correre da un punto all’altro.
È importante anche scegliere bene il periodo: l’estate offre giorni lunghi, migliore accessibilità, ma prezzi più alti. Nelle stagioni di “spalla” (fine primavera, inizio autunno) c’è meno turismo. In inverno alcune parti della Ring Road possono essere chiuse, con condizioni meteo difficili e meno ore di luce.
Cosa vedere lungo la Ring Road: tappe imperdibili
Il viaggio lungo la Ring Road è scandito da tappe che restano nell’anima. Partendo da Reykjavík verso est, la costa meridionale regala Seljalandsfoss, una cascata attraversabile dietro al suo getto d’acqua; poco distante Skógafoss, alta e maestosa, perfetta per foto al tramonto. Poi la spiaggia nera di Reynisfjara, con le sue colonne basaltiche, le onde dell’Atlantico che sbattono decise e l’aria che sa di avventura.
Continuando verso est si incontrano enormi ghiacciai e lagune di iceberg. Tra le più famose, Jökulsárlón, che riflette iceberg giganti in acqua di un azzurro che pare irreale. La costa orientale è più tranquilla, con villaggi ittici, fiordi stretti, montagne che si tuffano nel mare, strade di frontiera che sanno di isolamento e poesia.
Nella zona settentrionale il Lago Mývatn è un paradiso vulcanico: solfatare, campi di lava, pseudocratere, sorgenti termali, oltre al fascino della natura selvaggia. Goðafoss, la “cascata degli dèi”, è una gemma appena al lato della Ring Road, facile da raggiungere, di una maestosità inaudita.
Verso ovest si può deviare verso la penisola di Snæfellsnes, un microcosmo islandese fatto di coste frastagliate, montagne a punta, piccoli villaggi di pescatori, lava, e l’atmosfera da fiaba della natura islandese.
Esperienze da non perdere e suggerimenti pratici
Durante il viaggio sulla Ring Road è facile cadere nella tentazione di correre. Consigliamo di fermarsi spesso: per osservare la luce, per scattare una foto, per ascoltare il vento tra le coltri nere di lava, per camminare su spiagge deserte. Alcune deviazioni valgono ogni minuto in più di guida.
Una camminata su un ghiacciaio, magari un’escursione con guida, permette di comprendere la forza e la bellezza del ghiaccio dal suo interno. Miti & folklore: l’Islanda è piena di leggende, saghe, storie di elfi, troll, spiriti che abitano rocce e cascate.
La gastronomia tipica è gustosa: piatti a base di pesce fresco, agnello, zuppette calde, pane di segale. Non sottovalutare le pause gastronomiche nei villaggi più piccoli: spesso si trovano ottime zuppe di aragosta, pesce affumicato, birre artigianali islandesi.
Il meteo: è bene controllare su siti affidabili le condizioni meteo, specialmente quando si entra in zone remote. Il vento può essere forte, le strade secondarie fangose o innevate. Portare una buona riserva d’acqua, snack, vestiti impermeabili, magari anche occhiali da sole per la luce che riflette sul ghiaccio.
Dormire è parte dell’esperienza: guesthouse, rifugi, lodge rurali oppure tende nei campeggi nei mesi estivi. Svegliarsi con vista su un vulcano o su un lago ghiacciato non è banale.
Itinerari consigliati: quanto tempo serve e come modularli
Un itinerario classico di 10-12 giorni permette di seguire la Ring Road con il ritmo giusto: Reykjavík → costa sud → lagune glaciali → fiordi orientali → nord con Mývatn → Akureyri → penisola di Snæfellsnes → ritorno a Reykjavík. Anche in 5-7 giorni si può godere di una bella vacanza, ma bisogna selezionare bene le tappe: spesso sacrificando destinazioni.
Chi ha più tempo può includere i Westfjords, regione selvaggia e meno frequentata: coste frastagliate, cascate che sembrano cadute da un sogno, scogliere popolate di uccelli marini, completando così un’esperienza davvero totale dell’isola. Anche gli Highland tours, se aperti, aggiungono una dimensione di avventura assoluta.
Budget: l’Islanda non è economica. Il costo del carburante, del cibo, degli alloggi è alto. Meglio prenotare in anticipo, usare guesthouses, dormire fuori dalle zone turistiche più inflazionate quando possibile. Anche la benzina va pianificata: servono serbatoi pieni nei tratti più lontani da centri abitati.
Come organizzare il viaggio in Islanda
Islanda Facile è un prezioso alleato per pianificare un viaggio in Islanda. È un sito italiano dedicato al turismo fai-da-te in Islanda, con guide, itinerari già pronti o personalizzabili, consigli pratici per noleggiare auto, comprendere le condizioni delle strade, scegliere alloggi, affrontare il meteo, individuare le soste migliori lungo il percorso. Offre anche informazioni aggiornate su cosa vedere, su itinerari classici e fuori dagli schemi, utili per chi vuole percorrere la Ring Road con equilibrio tra avventura e comfort.
Tra le sezioni di IslandaFacile.it emergono suggerimenti sulle destinazioni minori, poco note ma affascinanti: cascate meno frequentate, canyon nascosti, coste orientali poco visitate. L’obiettivo è dare chiavi per esperienze autentiche, non solo le tappe già note. Nel complesso, il sito è una guida completa che accompagna dall’idea iniziale del viaggio fino al ritorno, curando i dettagli per evitare sorprese.






