Uccise la fidanzata con un cuscino, in appello a Trieste

Alle battute finali il processo di appello che vede imputato F. M., reo confesso per l’omicidio della fidanzata, condannato a 30 anni in primo grado

Impassibile è entrato, impassibile è uscito dall’aula F. M., il 38enne di Muzzana reo-confesso dell’omidicio di Nadia Orlando, 21 anni, soffocata con un cuscino il 31 luglio 2017 e trasportata priva di vita sul sedile del passeggero per 11 ore in auto. Salvo colpi di scena, sarà il 29 novembre l’atto finale del processo d’appello a porte chiuse a Trieste. In programma prima le repliche, poi la sentenza. I due legali del killer, Mariapia Maier e Federico Carnelutti hanno impiegato tre ore per completare le due arringhe. Di fronte ai giudici, sei popolari e due togati, gli avvocati hanno evocato altri casi di cronaca nera: Alberto Stasi e Rudy Guedé hanno ricevuto pene ben inferiori ai 30 anni inflitti in primo grado all’omicida, hanno argomentato, chiedendo alla corte di concedere le attenuanti generiche. In mattinata i giudici avevano respinto le istanze della difesa, tra cui una perizia psichiatrica e l’ascolto della registrazione audio dell’interrogatorio. Recepita una relazione sullo stato psico-fisico dell’assassino nel giorno della confessione. Parti civili e accusa hanno formulato le richieste di conferma dei 30 anni di condanna, che risultano già scontati per la scelta del rito abbreviato. Il rinvio ha deluso i genitori della vittima e i componenti del comitato Giustizia per Nadia arrivati da Vidulis e Dignano già impegnati per la revoca dei domiciliari donna testimone mamma e papà di Nadia che hanno accettato l’abbraccio dell’unica parente del killer presente, la zia, in un momento di relativa calma prima che i toni si scaldassero di nuovo.

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