Trieste | I vincitori del concorso fotografico “Arte o Scienza?”

Ecco i vincitori della decima edizione del concorso fotografico “Arte o Scienza? Immagini dalla ricerca”, la cui premiazione è avvenuta ieri, 26 settembre, a Trieste: Silvia Bono, dall’Università di Milano, Stefania Rizzelli, del laboratorio Neotron di Modena, e Paolo d’Errico, postdoc all’Istituto Besta di Milano e Uniklinikum di Freiburg.

Le opere resteranno esposte a Palazzo Costanzi, durante la Notte dei Ricercatori e Trieste Next.


Mostra fotografica fra arte e scienza

Concorso Arte o Scienza: i vincitori
I vincitori della decima edizione del concorso fotografico “Arte o Scienza?” sono Silvia Bono, dall’Università di Milano, Stefania Rizzelli, del laboratorio Neotron di Modena, e Paolo d’Errico, postdoc all’Istituto Besta di Milano e Uniklinikum di Freiburg.
La premiazione è avvenuta il 26 settembre a Trieste. Le opere resteranno esposte a Palazzo Costanzi, durante la Notte dei Ricercatori e Trieste Next.

Tre immagini che sembrano opere d’arte, e allo stesso tempo illustrano diversi rami della ricerca: sono le foto vincitrici della decima edizione del concorso “Arte o Scienza? Immagini dalla ricerca”. La premiazione si è svolta il 26 settembre alle 18.00 a Palazzo Costanzi (Sala Veruda), a Trieste, dove sono esposte le opere selezionate nell’ambito del concorso.

La prima classificata è Silvia Bono, con l’immagine “I piccoli motoneuroni prendono vita”, realizzata all’Università di Milano. La foto, notevole per il suo cromatismo, è stata acquisita mediante un microscopio invertito a fluorescenza. Mostra delle cellule staminali neurali durante il processo di differenziamento in vitro che le porterà a diventare motoneuroni maturi, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti dei muscoli volontari.

Seconda classificata è Stefania Rizzelli, del Laboratorio Neotron S.p.A. di Modena, con l’immagine “Colonie batteriche su agar sangue”. Si tratta di una fotografia digitale di colonie di batteri emolitici su terreno di coltura agar sangue. Macchie casuali, che attivano un meccanismo percettivo che porta il nostro sistema cognitivo a intravedere nell’immagine un volto.

Terzo classificato, è Paolo D’Errico, postdoc all’istituto Istituto Neurologico Carlo Besta e alla Uniklinikum Freiburg, con l’immagine “Gli astrociti di Monet”: colture in vitro di astrociti di topo, colorati con due diversi specifici marcatori, ricordano pitture astratte, per le forme e per gli intensi colori.

A premiare i vincitori erano presenti Angela Brandi, Assessore comunale a Educazione, Scuola, Università e Ricerca, Valter Sergo, Prorettore Vicario dell’Università di Trieste, e Mario Bucher, presidente dell’Immaginario Scientifico.

Questa edizione del concorso, la decima, ha visto l’adesione di 35 partecipanti, per un totale di 112 immagini. Di queste ne sono state selezionate 28, che resteranno esposte nella Sala Veruda dal 27 al 29 settembre, in occasione di Sharper – La Notte Europea dei Ricercatori e Trieste Next.

Le foto provengono sia dagli enti di ricerca triestini – Università, Elettra Sincrotrone Trieste – sia da altri enti di ricerca nazionali – dalle Università di Milano, Udine, Torino, Pavia, all’IFOM e l’Istituto Italiano di Tecnologia ecc. – e dall’estero (Austria, Germania, Inghilterra e USA).

Il concorso, organizzato da Immaginario Scientifico e Università di Trieste nell’ambito del Protocollo “Trieste Città della Conoscenza”, è nato dal desiderio di esplorare e valorizzare le contaminazioni tra arte e scienza, e al contempo per premiare il talento di ricercatori e scienziati che sanno anche cogliere il lato artistico del loro lavoro. Permette inoltre al pubblico di scoprire qualcosa di più sul lavoro di ricerca che viene portato avanti giorno dopo giorno all’interno di atenei, accademie e laboratori di tutto il mondo.

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