Trieste: lo sapevi che…?

Affacciata sul mondo centro-occidentale la nostra è unica, bella e incredibilmente ricca di affascinanti

Trieste panorama 2020

Sono molte le realtà concrete e virtuali a cui ci dedichiamo per la nostra evasione, dai siti di giochi estrosi come Voglia Di Vincere casinò online all’esoterismo e all’astrazione delle condivisioni buddiste di Pantareinova fino ai pensieri di viaggiatori come il triestino Paolo Rumiz. Ebbene è la patria di quest’ultimo ad affascinarci instancabilmente. Una grande meta non solo turistica, ma anche di scambio multiculturale e multietnico. Trieste è una città interessante perché racchiude nelle sue caratteristiche il significato della sua esistenza.
Viaggatori, fotografi e non ultimi poeti ne hanno esaltato gli angoli, le atmosfere e la luce, tracciandone percorsi indimenticabili.

È Oliver Smith in Lonely Planet ad aver esaltato attraverso un servizio la nostra città definendola “una delle città segrete più belle d’Italia” attraverso gli scatti di Philip Lee Harvey. Ma quello che vogliamo raccontarvi sono solo piccole curiosità che consacrano la nostra città portuale come una delle più caratteristiche.
Trieste che lo sappiate o meno, può considerarsi l’ombelico del nostro continente perché si tratta del più importante del sud Europa ed è strategicamente interposta tra il mare e l’entroterra europeo.

Trieste ha un suo fiore endemico, cioè specifico e peculiare solo di quel territorio. Piccolo, roseo e delicato, si tratta del , vegetazione spontanea e anche urbana resa possibile dalle particolari condizioni climatiche uniche nel suo genere.
Trieste e il vento di sono inscindibili. Il vento di Trieste è la sua essenza e caratteristica: questo vento che soffia in direzione est e nord-est rivela ai triestini il tempo a venire, porta la pioggia e i nuvoloni oppure li porta via. I suoi sono il respiro di questo immenso angolo europeo.

La nostra città giuliana ha inventato i ! Ebbene sì per quanto la culla della grande festa del Carnevale sia Venezia, i suoi scampolini di carta nascono qui. Fu un giovane, Ettore Fenderl, che nel 1876 al posto dei confetti lanciò per scherzo (e un po’ per mancanza di quattrini) i quadratini di carta che si diffusero ben presto come ben più preferita ed economa alternativa.
Una Madonnina protegge naviganti, viaggiatori e marinai. Si tratta dell’Avis Maris Stella, la Maria protettrice che con un vero e proprio abbraccio rivolge le sue braccia al mare, verso chi va via e chi le viene incontro. Si tratta di un’opera commissionata dall’Arciduca Ferdinando Massimiliano ad Angelo Cameroni uno scultore veneziano. Venne posta sul Castello Miramar nel 1860.

Grandi opere furono fatte per Trieste, ebbene Umberto Saba può chiudere queste righe con le sue parole: «Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore, come un amore, con gelosia. »

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