Trieste, il palazzo Vicco, ora sede del Vescovado, e l’ospite dannato

Antonio

Il palazzo “Vicco”, illustrato nella foto in basso, prende il nome di Antonio Vicco, ricco commerciante che lo fece costruire nel 1795. Ora vi ha sede il Vescovado. In questo palazzo visse gli ultimi anni della sua tormentata esistenza uno dei più inquietanti personaggi della d’Europa a cavallo dei secoli XVIII e XIX: il Ministro e Capo della polizia francese Giuseppe Fouchè Duca d’Otranto. Questa triste figura era presente in tutte le maggiori situazioni di negatività, dalle stragi del settembre 1792, alla terribile repressione nella Vandea e a tutto il periodo del Terrore. “…Con le mani lorde di sangue teneva ben stretto il suo dicastero di Polizia…” così diceva di lui lo storico Ludwig. Anche sotto Bonaparte continuò le sue nefandezze. Approdò a Trieste dopo la bufera napoleonica (era stato nella nostra città altre volte nel corso della sua attività). Conduceva una vita ritiratissima, senza uscire mai dal palazzo; sua unica occupazione e passione era l’allevamento di canarini che contava a centinaia, quasi volesse sfuggire all’assedio terribile dei rimorsi. Morì il 26 dicembre del 1820 all’età di 58 anni. Il funerali furono celebrati alle prime luci dell’alba, un’alba gelida e ventosa. In via del Castello un colpo di bora investì il piccolo corteo funebre, fece rovesciare la bara ed il suo corpo rotolò giù per la discesa impressionando gli stessi becchini. Fu sepolto nella chiesa di San Giusto, dove rimase fino al 1886 e poi, a titolo di cronaca, i suoi resti vennero traslati in Francia per desiderio di un lontano parente.


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