Trieste – Il mistero della Casa del Bombardiere

Nella casa di via delle Beccherie 7, durante tutto il periodo del’irredentismo più sfrenato, abitava Giuseppe Manzani, ex garibaldino, fervente sostenitore dell’italianità di Trieste. Iscritto al Comitato d’Azione e al Circolo segreto “Garibaldi” il Manzani, di mestiere tipografo, era un esperto costruttore di ordigni esplosivi e li confezionava nella sua abitazione (il deposito della polvere pirica si trovava nelle soffitte del teatro Filodrammatico, nella foto n.2, allora in via degli Artisti). Si dice che il Manzani abbia fatto una brutta fine, vittima dei suoi stessi esplosivi. In realtà è una notizia mai confermata. Alcuni sostengono che sia misteriosamente scomparso.

A proposito di esplosivi denominati “petardi” devono essere chiariti alcuni concetti non a tutti noti. I petardi non erano vere e proprie bombe. Si dividevano in tre tipi: Bandoo o Camin (fumogeni), Lampion (illuminanti) e Comodina (fortemente detonanti). Avevano esclusivamente una funzione dimostrativa. Le vere bombe lisce (con la miccia) o alla Orsini (con detonatore a percussione), pericolose e dagli effetti mortali, vennero usate una sola volta, nel 1882 (gettate dallo stesso Oberdan), provocando tra l’altro anche numerose vittime innocenti. Furono allora stigmatizzate da tutti i circoli “patriottici” il cui codice morale respingeva ogni forma di violenza.

Centinaia furono le dimostrazioni con l’uso dei petardi a Trieste e in Istria, ma senza mai provocare vittime umane.

Trieste via delle Beccherie 7 - Casa del Bombardiere
Foto n. 1 – Casa del Bombardiere in via delle Beccherie 7 a Trieste

bombadiere via degli Artisti
Foto n. 2 – Deposito della polvere esplosiva in via degli Artisti a Trieste

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