Trieste Animal Day: le mascherine inquinano

L’ e la nota sul tema ambientalista nel periodo covid-19:

In questi tragici giorni di pandemia, tutti escono per fare la spesa o per acquistare farmaci avrà visto per le strade rifiuti insoliti, rifiuti che di solito non si vedono, rifiuti che in questo periodo tutti usiamo e questi sono guanti e , che con le piogge, finiscono in mare e alimentano l’enorme problema dell’ marino dunque il rischio di creare una nuova fonte di è molto alta lo afferma Fabio Rabak presidente dell’associazione Trieste Animal Day.
Plasmix, lattice, poliestere, polipropilene: materiali “abietti” che finiscono ad insudiciare in modo irreversibile l’ecosistema. È scandaloso mentre la maggior parte del popolo sta cercando di fronteggiare con impegno la più grave crisi sanitaria della storia rispettando meticolosamente le regole anti contagio, molti invece hanno atteggiamenti incivili sullo smaltimento di guanti e mascherine. Oltre ad essere indecente gettare per terra questi articoli possono essere anche pericolosi per il prossimo in caso di contaminazione indiretta.
Al momento, secondo i calcoli più attendibili le mascherine da smaltire sono attorni ai 4 milioni al giorno. Ma la situazione potrebbe cambiare in modo radicale quando sarà chiusa completamente la Fase 1 e si tornerà, con gradualità, alla vita normale. Con guanti e mascherine. A quel punto è previsto uno smaltimento quotidiano di circa 20 milioni di mascherine, e toccherà al ministero dell’Ambiente prendere una decisione definitiva per la classificazione di questo tipo di rifiuto. Secondo alcuni esperti della catena dello smaltimento, le mascherine e i guanti andrebbero classificati come rifiuti tossici. Con lo stesso codice di assorbenti, filtri dell’olio, stracci e indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose. Se così fosse, non ci sarebbe neanche la capienza per contenerli negli attuali impianti destinati a questo tipo di scarti.
Ci sono soltanto due piccole precauzioni da tenere presente e da osservare con un certo scrupolo. La prima: guanti e mascherine non vanno gettati nell’indifferenziata direttamente, ma devono essere prima ben avvolti in due sacchetti di plastica, chiusi poi con un piccolo laccio. Ricordiamo che in entrambi i casi, si tratta di prodotti molto resistenti, che hanno bisogno di non entrare in contato diretto con altri rifiuti indifferenziati. Seconda raccomandazione: non trascurate l’igiene personale al momento dello smaltimento. L’ideale sarebbe gettare guanti e mascherine con le mani coperte dai guanti, in ogni caso al termine dell’operazione lavatevi bene le mani.
La pulizia delle mani è un fatto essenziale, spiega Angelo Di Sciacca vicepresidente del Tad, anche se può sembrare banale. Le mani per gli esseri umani sono le articolazioni che utilizziamo di più ai giorni nostri. Le utilizziamo per mangiare, per lavarci, per scrivere e per tantissimi gesti quotidiani e sono per molti il mezzo di lavoro per eccellenza.
Quindi la pulizia di esse dopo ogni mansione è molto importante per la cura del proprio corpo, ma anche del rispetto per il prossimo.
La trasmissione di microbi è attualmente di virus viene anche tramite una stretta di mano. Una persona ignara può toccarsi gli occhi o la bocca con la mano e quindi infettare se stesso e trasmettere l’infezione, ovviamente basta utilizzare il sapone neutro, non serve utilizzare soluzioni alcoliche o idroalcoliche (consigliate di più in questo periodo per la pulizia).
Quindi anche se stiamo a casa in questo periodo e usciamo solo per lo stretto necessario, curiamo il nostro corpo e laviamoci sempre bene le nostre mani.
Di Sciacca continua parlando di inquinamento ambientale, come l’amuchina anche nella candeggina e varecchina è presente l’ipoclorito di sodio a sua formula NaClO.
Questa sostanza ha un ottimo potere disinfettare difatti uccide molti microrganismi, difatti viene usato per giusta causa contro la battaglia al Covid 19 nella pulizia delle mani.
L’ eccessivo ed errato uso di questo prodotto può provocare dermatiti e allergie. Ovviamente se accidentalmente ingerito può provicare danni alla salute dai dolori addominali ad ulcere.
Danni al feto a donne in gravidanza.
Attenzione a non disperdere questo prodotto nell’ambiente perchè provoca danni all’ ecosistema (flora e fauna compresi).
Il danno può essere grosso a livello ambientale visto che uccide pesci e plancton. Quest’ ultimo è la fonte principale di ossigeno nel pianeta.
Togliendo il plancton dall’ecosistema i danni sarebbero irreparabili visto che esso è la base della piramide ecologica. Molti esseri viventi si nutrono del plancton (fito e zooplancton).
In questi giorni si parla molto come pulire le zampe dei cani di ritorno da una passeggiata e va detto nella maniera più assoluta che la candeggina non va assolutamente usata neanche diluita. Si rischia di fare dei danni anche molto seri. I cuscinetti nelle zampe sono molto sensibili, si potrebbero generare abrasioni o anche effetti peggiori qualora ad esempio l’animale poi si leccasse le parti trattate. Sul muso ancora più risolutamente no. Tra gli effetti nocivi potrebbe portare a vomito, erosioni della mucosa, del naso e delle labbra.
Il coronavirus che provoca la Covid-19 è molto labile esposto all’ambiente esterno, anche i soli raggi del sole e la pioggia lo eliminano dall’asfalto e dai marciapiedi: «La possibilità che capiti un passaggio dalle zampe alla casa e infine all’uomo è altamente improbabile.
Se proprio si ha la necessità di pulire la zampe del proprio cane si possono usare acqua e un poco di sapone neutro sciacquando accuratamente. In commercio, anche se in questi giorni può essere più difficile reperirle, esistono anche salviette e detergenti appositi a base di clorexidina sicuri e certificati».

TRIESTE ANIMAL DAY
Via San Michele, 20
info@triesteanimalday.it

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