Trieste: alta diplomazia, questione internazionale e Narodni dom – Ne parla Vito Potenza

Riportiamo le dichiarazioni del Presidente dell’associazione (), , riguardo gli ultimi accadimenti sul fronte della diplomazia a Trieste, e in particolare alla visita del Presidente della R.I. con l’omologo sloveno , in occasione della storica restituzione del “Narodni dom”:


Il 13 luglio il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor sarà in visita alla Foiba di insieme al Capo dello Stato italiano, Sergio Mattarella.
Un evento storico in quanto per la prima volta un presidente sloveno renderà omaggio a un simbolo della tragedia della seconda guerra mondiale.
Mattarella e Pahor si recheranno poi nella sede del Commissario di Governo per la firma di un memorandum.
Infine, i due presidenti saranno a Palazzo “Narodni Dom”, quella che fu la sede delle organizzazioni degli sloveni triestini.
In estrema sintesi, questo riportano le cronache di questi giorni della stampa asservita all’establishment!

Come sempre, proponiamo la nostra lettura di questi accadimenti.

Trieste, o meglio il Territorio Libero di Trieste, negli ultimi anni è stato crocevia di diplomatici di primissimo livello: gli ambasciatori di Francia, Inghilterra e Stati Uniti.L’interesse internazionale sul Porto Libero di Trieste ha innescato le frizioni tra Cina e Stati Uniti a Causa del 5G e la Via della Seta “Belt and Road” ed ha portato Ungheria ed Austria ad investire a Trieste come ha fatto la Cina.

Crediamo sia innegabile constatare che la battaglia legalitaria condotta a livello internazionale dai cittadini di Trieste e dai gruppi della zona B sul problema dell’amministrazione del Territorio Libero, da parte di Slovenia ed Italia e Croazia, abbia perlomeno incuriosito gli interessi della Comunità internazionale, la quale ha mosso dei timidi passi per dipanare una questione ingarbugliata ad arte che ha visto simulare una sovranità inesistente da parte degli amministratori del nostro Territorio.

Noi ora ci chiediamo, ma veramente i cittadini del Territorio Libero pensano che il Presidente della Repubblica italiana, con la delegazione composta dal Ministro degli Esteri, dell’Interno, dell’Università e delle Infrastrutture, venga a Trieste a firmare un Memorandum nel Palazzo del Commissario di Governo per soluzionare una questione marginale come quella del “Narodni Dom”?

Perché tale evento è stato blindato in modo così importante, escludendo pure i politici locali di spicco e limitando l’accesso a gran parte della stampa?

L’aver internazionalizzato la questione di Trieste –http://assemblyproject.org/2020/05/29/lassemblea-popolare-internazionalizza-la-questione-di-trieste/, -ricordando agli Stati dell’impegno assunto con la sottoscrizione del Trattato di Pace e l’obbligo a rispettare la Risoluzione 16à dell’UNSC del 10 Gennaio 1947, starà sortendo qualche effetto?

Probabilmente la furbizia diplomatica vuol celare degli accordi bilaterali , sotto delle questioni divisive come le contrapposizioni interetniche, che da sempre sono in antitesi con l’internazionalizzazione del Territorio Libero. Con ogni probabilità tenderanno a rafforzare quell’ amministrazione provvisoria che sin ora si è dimostrata fallimentare e lesiva degli interessi sociali e d economici dei cittadini del Territorio Libero di Trieste.

La maturazione di un Popolo, si evince pure dalle chiavi di lettura che vengono date a certi accadimenti, in quanto a livello diplomatico “Niente e ciò che sembra”!

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