Simone Cristicchi a Trieste: sconto BlackFriday per il concerto

SIMONE CRISTICCHI “ABBI CURA DI ME TOUR”

18 dicembre 2019
Sala Assicurazioni Generali

Simone Cristicchi – dopo 6 anni di successi teatrali, con oltre 300.000 spettatori, sold out ripetuti, e un Festival di Sanremo 2019 che lo ha visto protagonista pluripremiato – torna in sui palchi musicali di tutta Italia, in concomitanza con la pubblicazione dell’album (edito Sony Music) “Abbi cura di me”, prima raccolta dei suoi più noti e amati brani.

info: https://www.ilrossetti.it/it/spettacoli/simone-cristicchi-abbi-cura-di-me-tour-2778


Il post di Cristicchi su Facebook:

AMICI di TRIESTE, ISTRIA e dintorni…

Vi aspetto il 18 dicembre al , per il mio concerto “Abbi cura di me”.
Sarà un’emozione unica salire di nuovo su quel palco che ha tenuto a battesimo il mio più grande successo teatrale “Magazzino 18”, con 17 mila spettatori solo a Trieste.
Dunque…se non vi siete dimenticati di me, mi troverete lì, dalla stessa parte, con un omaggio speciale alla città che ho nel cuore, e che non potrò mai scordare per l’affetto con cui mi ha sempre accolto.
Questa è la poesia che le ho dedicato, nel giorno del conferimento della cittadinanza onoraria.

TRIESTE MIA

Trieste, città matrigna e madre,
culla di memorie
che inventano il futuro,
mi hai preso per mano
in quel giorno di ottobre,
e mai più mi hai lasciato andare.
Sicuro approdo di un poeta
in cerca di radici
di pagine bianche ancora da scrivere,
di bora forte a scapigliare i ricci,
e pioggia fredda che innaffia i pensieri.
Trieste nascosta,
impossibile, misteriosa.
La tua follia, è un amore nuovo,
una carezza inaspettata mattutina,
come improvvisa benedizione
in gocce d’acqua marina.
E poi perdermi di notte con te,
corteggiarti fino all’alba,
come una donna,
assaggiare il tuo sapore,
decifrare la tela dei tramonti,
le pennellate di Dio che si posano
sulla pagina bianca del tuo cielo.
Trieste, porto di ipotetici orizzonti,
e arcobaleni affacciati sul mare,
dove l’onda ritorna,
e riporta nuovi respiri
sempre di libertà.
Città mosaico,
che ogni giorno riunisce i pezzi,
che le macerie ai bordi delle strade
hai spostato,
per farci più sicuri passare
nel tuo passato.
Con le tue lacrime hai impastato
la calce per costruire ossa più forti,
e poi al Mondo intero donarti.
Trieste, davvero, mi piace guardarti
con gli occhi di un bambino,
e l’innocenza perduta di chi non mente,
perché non c’è maggior sventura
che non stupirsi più di niente.
Nel tuo abbraccio forte
tra i sorrisi aperti
come le vocali della tua gente.
Tornerò qui, sempre, città
che come trampolino
mi hai lanciato allo stivale,
il tuo nome, e le tue infinite storie
nella mia valigia di gemme preziose
Trieste mia, le regalerò come rose.

Simone Cristicchi

(foto di Massimo Battista )

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