Se da contrari venti è combattuto | Mostra internazionale di arti visive

se da contrari venti è combattuto

Arti Visive – Via Canova 9 – Trieste

SE DA CONTRARI VENTI È COMBATTUTO
internazionale di arti visive

Opere di Fabiola Faidiga, Nika Furlani, Antonio Giacomin, Davide Maria Palusa, Sara Paschini, Lojze Spacal, Alessandra Spigai, Damir Stojnić, Typos

a cura di

in collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di a Trieste e il di Trieste

Giovedì 23 settembre alle ore 18, presso il DoubleRoom arti visive di Trieste, apre la mostra internazionale SE DA CONTRARI VENTI È COMBATTUTO che, traendo ispirazione da una terzina di Dante, esplora i numerosi aspetti del partendo da suggestioni poetiche e filosofiche per giungere così a riflessioni naturalistiche e sociali.

I 9 artisti internazionali in mostra analizzano in particolare le relazioni fra arti visive, letteratura e territorio fra Carso e mare, nella cornice delle celebrazioni dei 700 anni dalla morte del sommo poeta Dante Alighieri.

L’esposizione parte con due suggestivi omaggi fotografici ai due grandi poeti che soggiornarono proprio presso il Castello di Duino in due periodi storici diversissimi: Dante Alighieri e Rainer Maria Rilke.
In entrambi però natura e poesia, paesaggio e parola si intrecciarono indissolubilmente, e proprio da qui ha origine la ricerca fotografica di Davide Maria Palusa ispirata al tormentato amore di Paolo e Francesca, i cui celebri versi del V Canto dell’Inferno della Divina Commedia: “Io venni in loco d’ogni luce muto, / che mugghia come fa mar per tempesta / se da contrari venti è combattuto” si narra che siano stati scritti da Dante proprio sullo scoglio nella Baia di Duino che ancora oggi porta il suo nome, quando fu ospite al Castello, quale ambasciatore di Cangrande della Scala.

E si continua con il lavoro fotografico di Nika Furlani sulle falesie del sentiero Rilke, che accompagnano gli escursionisti dalla Baia di Sistiana al Castello di Duino ripercorrendo così le romantiche ispirazioni delle indimenticabili “Elegie duinesi” di Rainer Maria Rilke.

Viene restituito in video anche un secondo lavoro sul sommo poeta, la performance partecipativa “L’urlo di Dante” realizzata dall’artista Fabiola Faidiga con la collaborazione della sezione Kayak del Circolo Velico di Duino, durante un’escursione in canoa nella Baia di Duino accompagnati dalle guide naturalistiche Claudio Salvalaggio e Alice Sattolo, proprio in prossimità del famoso scoglio intitolato al poeta.

La mostra prosegue con le tavole dell’illustratrice triestina Sara Paschini da “La bora e il ragioniere” di Gianni Rodari, racconto tratto da “Il libro degli errori” del 1964 e interamente ambientato a Trieste, e pubblicato da Emme edizioni in occasione del centenario dalla nascita dell’autore, e continua con una potente intuizione dell’artista croato Damir Stojnić, che mette in relazione visiva i diversi volumi di un’enciclopedia con i codici del nostro DNA in infinite combinazioni possibili di saperi, come il codice genetico infatti anche le catene della nostra conoscenza non sono definite, rivelando l’imprevedibile sequenza del sapere che esprimiamo verso l’esterno.

La mostra si chiude infine con alcuni prestiti importanti, presentando “Bora scura in Carso”, una grafica del 1995 del grande Lojze Spacal, che nell’essenzialità del segno, riesce a riassumere corpo e anima del Carso, frutto della collaborazione con il Consolato Generale della Repubblica di Slovenia a Trieste, e ancora due lavori dal taglio tipografico dalla collezione d’arte del Museo della Bora di Trieste: una stampa in edizione limitata elaborata per BoraMata 2018 dall’associazione Typos con un originale trattamento (tipo)grafico di un frammento de “Il mio Carso” di Scipio Slataper, e “L’amante della Bora è il rumore del mare” di Alessandra Spigai, opera realizzata con caratteri di stampa mobili.

L’esposizione, partendo da suggestioni di carta, siano esse parole scritte o libri, grafiche o illustrazioni, avrà anche un’implementazione dei contenuti in realtà aumentata durante il periodo di apertura al pubblico.

Partendo dunque dalle opere bidimensionali in mostra si entrerà nella terza dimensione del paesaggio triestino, che dal Carso al mare è plasmato dalla furia della Bora, grazie alla realtà virtuale. L’artista multimediale Antonio Giacomin realizzerà infatti dei contenuti extra, splendide panoramiche a 360° dei luoghi descritti nella seconda dimensione che, tramite maschere immersive, trasporteranno i visitatori a spasso nel nostro territorio, dallo scoglio di Dante alle falesie di Rilke di Duino, dal centro storico di Trieste di Rodari ai paesini del Carso di Spacal.

Prenotazione obbligatoria:
doubleroomtrieste@gmail.com

+39 349 1642362

Per maggiori informazioni clicca qui


corsi sicurezza lavoro Almanacco News
COOP online » Fai la tua spesa QUI

You may also like...