Sciacallo dorato sbrana un asino in Carso – il PAI: pensare in maniera razionale

L’attacco degli sciacalli dorati segnalato nella giornata di giovedì 19/02/26 in zona Kohišče, sopra Duino, ai danni di un asino, non deve allarmare in senso generale, ma deve far pensare in maniera razionale.

Da parte del PAI, in questi casi il dispiacere è doppio: per l’animale deceduto e per la potenziale caccia al predatore che spesso segue questi avvenimenti.

Gli asini, in condizioni normali, non sono facilmente preda dello sciacallo dorato (Canis aureus) e riescono a difendersi egregiamente. Ma quando, ad esempio, un asino è anche solo momentaneamente debole e si siede sul terreno, diventa molto vulnerabile. I predatori riescono così a comprendere che la preda è incapace di difendersi e, abilmente, ne approfittano.

Proprio per questo motivo è doveroso porsi alcune domande. Se l’asino era in condizioni di vulnerabilità, per malessere o altra causa, perché non è stato monitorato e protetto in modo più accurato? Un capo debole dovrebbe essere tempestivamente isolato, assistito e custodito in un luogo adeguato, soprattutto in un territorio dove la presenza di fauna selvatica è nota e stabile.

Inoltre, siamo certi che l’animale fosse vivo al momento della predazione? È stata effettuata una verifica veterinaria che escluda la possibilità che l’asino fosse già deceduto per altre cause e che i predatori siano intervenuti successivamente come necrofagi? Anche questo è un aspetto fondamentale per evitare conclusioni affrettate.

Questa è la natura, il funzionamento normale degli equilibri ecologici, nei quali i soggetti più deboli possono diventare vulnerabili. Tuttavia, quando parliamo di animali allevati e custoditi dall’uomo, la responsabilità primaria ricade sempre su chi li detiene.

Questo episodio dovrebbe far riflettere più sulle condizioni in cui vengono tenuti gli animali da allevamento presenti a fianco dell’uomo da millenni, piuttosto che generare allarmismo verso specie che fanno parte di un ecosistema sano ed equilibrato. Purtroppo, sappiamo che nella zona del Carso Triestino gli animali spesso vivono senza protezioni realmente efficaci. Muretti a secco, cavi o corde non sono strumenti di difesa contro eventuali predazioni: servono solo a delimitare un’area, spesso isolata, in cui gli animali vengono lasciati.

Condividiamo il dispiacere per l’animale deceduto, ed è giusto adottare seri protocolli di sicurezza per evitare che i capi più deboli vengano presi di mira dagli animali selvatici, che, è bene ricordarlo, vivono legittimamente nei nostri territori.

Ricordiamo inoltre che lo sciacallo dorato non rappresenta un pericolo per l’uomo. I predatori in natura esistono e svolgono una funzione ecologica fondamentale, alla quale non possiamo ritenerci superiori.

Evitiamo quindi il terrorismo psicologico ai danni di questi splendidi animali selvatici e impariamo a convivere responsabilmente nei nostri straordinari spazi naturali.

Il PAI si schiera sempre dalla parte degli animali. Di tutti gli animali.

Arianna Marocchi
PAI FVG

sciacallo dorato sbrana asino

Per poter migliorare e aggiungere contenuti di qualità riguardanti la nostra amata Trieste, puoi effettuare una donazione, anche minima, tramite Paypal. Ci sarà di grande aiuto, grazie!

You may also like...

Almanacco News

Rispondi