A S. Martino il giorno 11 novembre si celebrano a Trieste (ma non solo) i “bechi” cioè i “Cornuti”
La festa di S. Martino unisce tradizioni gastronomiche a momenti goliardici e di grande comicità, celebrata l’11 novembre, e alcune consuetudini goliardiche legate alla convinzione che, festeggiando il vino novello, gli uomini assumano spesso atteggiamenti sopra le righe. Non a caso la sagra è chiamata anche “Fiera dei Bechi” o “dei Cornuti”,: in questa occasione, infatti, la leggenda vuole che i tradimenti segreti vengano alla luce, tanto è vero che le corna sono il simbolo di questa antica manifestazione, in calendario da sabato 8 a martedì 11 novembre.
SAN MARTINO E I “BECHI” – L’associazione tra la figura di San Martino e quella dei “Bechi” non ha origine religiosa, ma popolare e non coinvolge direttamente il Santo, venerato semmai per aver donato la metà del suo mantello a un povero e per il breve periodo di clima mite con cui il Cielo ha ricompensato il gesto di (l’estate di San Martino). La tradizione vuole, invece, che in occasione dalle antiche fiere contadine che si svolgevano proprio intorno all’11 novembre, si radunassero molti animali con le corna, come bovini e ovini, che venivano comprati e venduti dagli allevatori. Si dice che, mentre gli uomini erano impegnati alle fiere, le mogli restassero sole a casa e che in alcuni casi approfittassero dell’assenza dei mariti per vivere qualche “avventura”. Questo diede origine alla tradizione di scherzare sui “cornuti” durante le celebrazioni di San Martino, un’usanza viva ancora oggi. La festa di San Martino era poi l’occasione in cui si assaggiava il vino novello, appena fermentato: soprattutto in passato capitava che durante queste fiere e feste, le abbondanti bevute portassero a comportamenti licenziosi. Le “corna” diventarono così un simbolo, trasformando la festa in un’occasione per scherzare sul tema. E anche quest’anno, ne vedremo delle belle!






