La situazione a Roma deve essere sfuggita di mano per arrivare a istituire un servizio tanto amato/odiato: quello della segnalazione assembramenti. Una legittimazione di quello che avviene un po’, clandestinamente, in tutte le città; anche a Trieste, dove molti gruppi social e siti web vengono giornalmente subissati di richieste d’intervento. Qual è quindi il confine tra il ridicolo e l’utile? Tra l’eticamente riprovevole e l’infamia giustificata? Sicuramente va valutato caso per caso. Per esempio: se un gruppo di temerari entrasse in un supermercato a distanza ravvicinata e senza protezioni, potrebbe seminare il panico e contagiare tutti gli altri. Questo gesto sarebbe criminale, quindi da bloccare con ogni mezzo. Se invece, si notasse una coppia con passeggino nelle vie della città, il dilemma sarebbe tale da provocare reazioni molto diverse agli osservatori. C’è chi a prescindere, invocherebbe la lapidazione, e chi bonariamente chiuderebbe un occhio. Questione di stile, e di carattere.
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