Roberto Dedenaro presenta “Tweet dell’anima” di Ace Mermolja

UNA SCONTROSA GRAZIA
incontri di poesia alla libreria
TS360 srl – Tržaško knjižno središče – Centro triestino del libro

22 febbraio, ore 17.30
In collaborazione con
Il Mese della Cultura Slovena

Roberto Dedenaro presenta
“Tweet dell’anima”
di Ace Mermolja
(Vita Activa – Est-Ztt, Trieste 2019, traduzione di Daria Betocchi)


Quarto appuntamento dell’anno per Una Scontrosa Grazia. Sabato 22 febbraio alle ore 17.30, presso la libreria Ts360 di Trieste Roberto Dedenaro presenta “Tweet dell’anima” di Ace Mermolja (Vita Activa/Ztt-Est 2019, traduzione di daria Betocchi). Una coedizione fra due importanti case editrici che propongono l’ultima opera del poeta sloveno nato a Lubiana nel 1951. Laureato in slavistica e letteratura comparata oggi vive a Padriciano, presso Trieste. È stato libero professionista e insegnante, da molti anni è attivo come operatore culturale in varie organizzazioni della minoranza slovena in Italia. È giornalista del settimanale Novi Matajur. Ha pubblicato numerose raccolte poetiche.

Di lui Ivan Verč scrive: “I tweet di Ace Mermolja raccontano la presenza in uno spazio e tempo definiti, dove essere sloveno, sloveno a Gorizia e Trieste e sloveno che vive il confine e nel mondo, significano in primo luogo non cedere all’indifferenza, nella consapevolezza che spazi e tempi possano essere confluenti, spesso confliggenti, il più delle volte complementari. I versi “impegnati” della raccolta sono la testimonianza di uno stato dell’anima, di un effettivo sentire la vita, a cavallo tra letteratura slovena e non e attiva partecipazione alla sua banale e devastante quotidianità. Mermolja non gioca con l’estetica, non scrive versi ermetici, non segue gratificanti sonorità e non scrive parole inutili, intrise di malcelata retorica. Racconta semplicemente la realtà, anche se non c’è nulla di realistico nella sua narrazione, anzi, è pienamente consapevole del pericolo di essere »sedotto dal castello sul colle, lontano dalla realtà« ed appagato dall’avere una “stanza in cui poter quieto assemblare il suo lego in nuove esistenze di rime” (come racconta nel poemetto “Fumando una sigaretta con Ezra Pound”, di grande attualità dopo il caso Handke). Le parole, per quanto possano sembrare inadeguate a raccontare la realtà, non si risolvono mai in puro esercizio formale, sono un atto consapevole di conoscenza.”

Al termine open mic.

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