“C’è un popolo di gente insofferente a qualsiasi forma di protesta, di manifestazione e di corteo”. Questo è ciò che pensa il filosofo francese Alain Fastelen che spesso per motivi di studio e di lavoro si trova nella nostra città. “Basti vedere e confrontare ciò che avveniva solo pochi anni fa, quando i cortei per dire no alla Ferriera occupavano le vie del centro; si udivano le stesse parole di oggi, con i negozianti preoccupati per il calo degli incassi, con la gente esasperata dai limiti alla viabilità e via dicendo”. Il filosofo pone l’accento sulla voglia di ‘normalizzazione’ anche autoritaria, richiesta a gran voce da una platea di persone esasperata dai fastidi anche più banali. “E questo va inevitabilmente a scontrarsi con la difesa strenua dei diritti della controparte. Di fatto si assiste a una guerra tra cittadini, e si crea una divisione sempre più ampia, con i risultati facilmente immaginabili”
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